“Zitti e mosca” di Zoi e Chellini al teatro dell’Antella a Firenze
Presentare un libro in un teatro: è l’evento a cui siamo stati presenti ieri pomeriggio nel piccolo ma delizioso teatro comunale dell’Antella.
Vent’anni dopo l’uscita del film “Zitti e mosca” scritto da Ugo Chiti e da Alessandro Benvenuti e diretto da quest’ultimo Enrico Zoi e Philippe Chellini hanno avuto l’idea, per festeggiare questo ventennale, di scrivere un libro a quattro mani che ha lo stesso titolo del film, che è stato pubblicato dalla casa editrice fiorentina Romano e presentato, appunto, ieri, nel teatro comunale dell’Antella.
I due autori sono, nella vita di tutti i giorni, dipendenti del comune di Bagno a Ripoli e il loro sindaco, Luciano Bartolini, ha aperto la presentazione sottolineando come Zoi e Chellini, che sono amici da una vita, non abbiano sottratto niente al loro impegno di impiegati per scrivere questa loro opera e ha voluto condividere la notizia che è nato l’ITKI, l’International Traditional Knowledge Institute, per valorizzare, appunto, le conoscenze tradizionali tra cui le Gualchiere, uno dei luoghi in cui fu girato il film, che rientra nel territorio di Bagno a Ripoli.
Moderatrice dell’evento Roberta Capanni, direttore editoriale della Romano e giornalista, che ha dato la parola, dopo il sindaco, ai due autori che hanno raccontato com’è nata questa loro idea; dopo di loro c’è stato il primo dei tanti interventi di Benvenuti a cui hanno fatto seguito quelli di alcuni degli attori del film presenti in sala tra cui Sergio Forconi e Giorgio Picchianti. Ci hanno colpito in particolare le parole delle due attrici: Ornella Marini che con voce commossa ha detto che lavorare con Benvenuti è terapeutico perché fa stare bene lasciando lo spazio creativo a ogni attore; e Maria Cosetta Mercatelli che ha sottolineato la capacità di Benvenuti di far capire a ogni attore cosa desidera da lui.
Alla domanda su come sia scrivere una sceneggiatura a quattro mani Benvenuti ha risposto che con Chiti sono complementari perché lui ha il talento esplosivo, Benvenuti poi lima e aggiusta con calma, l’idea la porta Benvenuti; ha aggiunto che la sceneggiatura si scrive per le persone conosciute, giuste, si hanno già in mente mentre si scrive la parte per loro. Insomma il procedimento, ha concluso Benvenuti, è idea – sceneggiatura – realizzazione – montaggio. E alla domanda se le inquadrature dei suoi film siano molto “hitchcokiane” Benvenuti ha risposto affermativamente aggiungendo che c’è solo da imparare da questi “grandi” della cinematografia perché hanno una calligrafia nitidissima e geniale dell’inquadratura.
