“L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza

E’ un commovente inno alla Sicilia.

È uno toccante inno all’amore materno.

È un ininterrotto inno all’amore in tutte le sue forme senza barriere né di sesso né di censo.

È un convinto inno alla forza di volontà che ti fa emergere se hai le qualità a dispetto delle tue origini.

È uno splendido inno alla libertà di pensiero sempre e comunque.

È un magistrale resoconto di un periodo storico che abbraccia anche il ventennio fascista.

È tutto questo e molto altro “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza, edizioni Einaudi, un libro di più di 500 pagine che ti affascina, ti commuove, ti prende e non ti lascia andare fino all’ultima riga. Per tutte le notizie bibliografiche inerenti il sofferto iter che questo capolavoro, così lo ritengo, di Goliarda Sapienza ha dovuto vivere per vedere la luce rimando alla documentata prefazione di Angelo Pellegrino; vi invito, poi a prestare una particolare attenzione, ma solo dopo che avrete finito di leggere tutto il libro, alla bellissima ed emozionante postfazione di Domenico Scarpa.

E’ stato paragonato al capolavoro di Tomasi di Lampedusa “Il Gattopardo” ma per la sottoscritta, che non teme di sentirsi tacciata di esagerazione, “L’arte della gioia” è molto “più capolavoro” del suddetto, è un libro da far leggere nelle scuole superiori sia per l’analisi del periodo storico che per far imparare ai giovani l’apertura al “diverso” sia come ceto sociale che come oggetto d’amore che, ancora, per insegnare il rispetto e l’amore verso i genitori e gli anziani in
genere e per capire cosa possa essere la vita in carcere e l’antifascismo.

 

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