“La libellula” di Bert D’Arragon

 

(speriamo di poter presto vedere pubblicata la seconda,  interessantissima “creazione” di Bert che si svolge in Sardegna ed è anche un intrigantissimo thriller)

Questo libro, di ampio respiro anche nella mole (quasi 400 pagine), copre un periodo storico ben definito, il ventennio fascista; la storia si svolge infatti tra il 1924 e il 1944 e in vari luoghi geografici italiani. Al centro della narrazione due ragazzi omossessuali, Giovanni e Pietro, la storia del loro amore durante il fascismo con tutte le implicazioni che ne derivano e la loro fuga attraverso l’Italia fascista.

L’autore ha dato un sottotitolo a questa sua opera prima “una storia di persone nella resistenza” con quest’ultima parola volutamente scritta in minuscolo per indicare non il periodo della lotta di liberazione che segnò la fine della seconda guerra mondiale ma la resistenza quotidiana che questi due ragazzi e le persone con cui vengono in contatto in quegli anni devono mettere in atto.

Non vogliamo anticiparvi come finisce la storia d’amore tra Giovanni e Pietro e che conclusione hanno le loro vite ma ci preme sottolineare la perfetta conoscenza dei dettagli di quel periodo storico da parte di Bert D’Arragon, delle leggi, dei movimenti politici durante il fascismo (leggiamo nella sua biografia che è laureato in Scienze dell’Antichità), leggiamo in quarta di copertina, “l’autore descrive le città in cui si muovono i suoi eroi con quel sentimento di partecipazione intima con il quale Pratolini descriveva la sua San Frediano, Fenoglio le sue Langhe e con cui Tobino scriveva “Il clandestino”.

Concludiamo ancora con parole tratte dalla quarta di copertina che ci sembrano rendere perfettamente il valore aggiunto di questo libro di D’Arragon “rendere il giusto tributo alla sofferenza e alle esperienze del passato rappresenta un ineludibile dovere civile e una grande opportunità per il presente”.

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