La “piccola soluzione” alla legge 164/82

La “piccola soluzione” permette di ottenere la rettifica anagrafica (in modo temporaneo o permanente) anche senza la riattribuzione chirurgica del sesso.

Viene detta “piccola soluzione” perché, a differenza della “grande soluzione”, non cambia l’attribuzione del genere della persona, ma solamente il suo nome. In altre parole sulla cara di identità apparirà il nuovo nome tipico del genere opposto, ma sul certificato di nascita il genere sarà sempre quello originale e questo apparirà anche sui documenti – come il passaporto – che riportano il genere di nascita.

La “piccola soluzione” è applicata il Olanda e Germania, in approvazione il Spagna e in discussione in altri paesi come Belgio, Austria ecc.

In Italia esiste una proposta di legge (pdl 2939 / 2002) firmata da esponenti del centro-sinistra, ma anche da parlamentari dell’area liberal di Forza Italia che consente l’adeguamento del nome sui documenti al genere sessuale in cui si appare e si vive.

Secondo la proposta il cambiamento può essere richiesto quando vi sia effettiva differenza fra l’aspetto fisico apparente e il nome segnato sui documenti; inoltre il cambiamento può essere non definitivo e può avvenire dietro presentazione di una istanza del o della richiedente accompagnata da una perizia che ne certifichi la necessità.

 Di fatto la “piccola soluzione” non cambia il genere di appartenenza della soggetto e neppure il suo status giuridico di “maschio” o “femmina” secondo la determinazione sessuale assegnata alla nascita, solamente consente a chi non ha – o non ha più – forme apparenti tipiche del suo sesso di appartenenza di presentarsi, nella maggior parte delle occasioni pubbliche, con un nome congruo al suo aspetto.

 Attualmente la proposta per la piccola soluzione non è calendarizzata per la discussione in aula.

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