La fucina delle nebbie di Guido Marcelli, recensione di Daniela Domenici

“…nessun fenomeno naturale più della nebbia è in grado di alterare in maniera così
incisiva la realtà che ci circonda trasformando una paesaggio ordinario e
banale in uno scenario da fiaba…”: traggo queste parole dalle note che l’autore
ha voluto porre come postfazione di questo suo delizioso libro “La fucina delle
nebbie” pubblicato dalla Diamond editrice di Latina, una silloge di undici
racconti di varia lunghezza in cui Marcelli si diverte a intingere la sua penna
nell’ironia delicata per narrarci storia sospese tra l’horror e il grottesco,
intrise di nostalgia e colorate da tanta fantasy che trasforma la quotidianità
di ogni racconto in una situazione fiabesca a cui il lettore è condotto per
mano a credere contro ogni logica razionale.

“…è dunque la nebbia…la protagonista assoluta di alcune di queste storie…che si
dipanano lungo il crinale instabile dell’ambiguo, del vago, dell’indefinito,
dell’abbozzo appena accennato. Perché il non detto e l’inespresso, nonostante l’apparente
paradosso, contengono in sé capacità allusive enormemente più potenti del
compiuto e del definito…”: personalmente abbiamo apprezzato in modo particolare
il racconto “La missione”, un improbabile carteggio, con finale a sorpresa, tra
un missionario e la sua famiglia d’origine, “Quattro coperti col morto”, una
storia ironicamente horror dell’incontro grottesco tra tre amici e una madre e
un figlio un po’ fuori dal comune, per usare un eufemismo, e l’ultimo dei
racconti, e anche il più lungo che dà anche il titolo al libro, davvero
avvincente.

Da sottolineare, per la sottoscritta che ama e conosce bene la lingua latina,
anche il breve “De metamorphosys” in cui l’autore mescola parole italiane,
latine e dialettali arrivando così a creare così un idioma divertentissimo, una
lingua sui generis che regala un ulteriore sorriso.

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