Non chiedere perché di Franco Di Mare, recensione di Daniela Domenici

Coinvolgente, emozionante, commovente, vero: questi aggettivi e tanti altri ancora
caratterizzano quest’opera prima di Franco Di Mare, volto noto della
televisione, giornalista con un palmares di tutto rispetto soprattutto dalle
zone di guerra più calde del pianeta; raccogliendone i ricordi ha costruito uno
spettacolo teatrale che è poi diventato un libro dal titolo “Il cecchino e la
bambina”. “Non chiedere perché” è il suo primo romanzo e se il buongiorno si
vede dal mattino Franco Di Mare ci regalerà ancora altri “gioielli” come
questo.

…“serve un pizzico di follia per inseguire, nella vita, quello che a tutti appare un
sogno irragionevole”: questa storia, ispirata a vicende realmente accadute,
ruota attorno a un bellissimo atto d’amore che, a dispetto delle bombe e della
burocrazia, si è potuto compiere grazie all’aiuto provvidenziale di due donne e
alla determinazione incrollabile di un uomo che torna a Sarajevo nel 2005 per
salutare un amico che sta morendo e la trova completamente cambiata da com’era
nel 1992 quando per tre settimane ci ha vissuto come inviato. E’ l’occasione
per rivivere quegli anni in un lungo flash back.

Un sorprendente talento narrativo quello di Franco Di Mare che avevamo potuto già apprezzare
nel delizioso racconto breve “Casimiro Rolèx” ambientato nella “sua” Napoli e
che qui ha potuto trovare lo spazio adeguato per parlare di una guerra, a due
passi dall’Italia, di cui pochi di noi hanno percepito la gravità e la vastità,
come dice l’autore “l’assedio più brutale e sanguinoso avvenuto in Europa dai
tempi della Seconda guerra mondiale”: grazie anche per questo, Franco.