“Hotel Bosforo” di Esmahan Aykol, recensione di Daniela Domenici

Una new entry nell’olimpo della women-thrillers, delle gialliste internazionali,
questa autrice turca, Esmahan Aykol, col suo “Hotel Bosforo” nella traduzione
di Emanuela Cervini e pubblicato dalla Sellerio di Palermo.

Ma non è una giallista come le più celebri Elizabeth George, P.D.George, Minette
Walters o la russa Marinina: la Aykol si è divertita a creare il personaggio di
Kati Hirschel, una donna turco-tedesca che gestisce una libreria che vende solo
thrillers a Istanbul, la città in cui ha scelto di vivere, che conosce e ama
visceralmente; Kati si diverte a essere una novella Miss Marple ma lo fa con un’ironia,
una goffaggine e una simpatia davvero travolgente e quando all’hotel Bosforo
avviene un omicidio con modalità alquanto particolari e di cui non si riesce a
trovare l’autore Kati inizia le sue personalissime indagini travolgendo, con le
sue domande dirette e impertinenti, un commissario di polizia, un boss e un
avvocato e tanti altri personaggi che incrociano la sua strada.

So già che i puristi del giallo doc non ameranno molto questo libro (e ne ho avuto
una conferma da alcuni commenti letti su ibs) ma alla sottoscritta che, molto
umilmente, può vantare una discreta “thriller culture” è invece piaciuto per la
sfacciataggine sorridente della protagonista che, immagino, somigli molto all’autrice
la quale, come si evince dalla biografia, ha lavorato come giornalista per
radio e giornali turchi durante i suoi studi di giurisprudenza; che conosca
bene l’ambiente dei mezzi di comunicazione, e in particolare quello della carta
stampata, è evidente dalla corrosiva e divertente descrizione di alcuni
giornalisti che Kati incontra durante le sue indagini sui generis.

I nostri complimenti alla Sellerio per avere “investito” su questa autrice emergente e
aspettiamo altre avventure della divertentissima Kati Hirschel.

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