La don Chisciotte del 21esimo secolo di Daniela Domenici

C’era una volta una donna che non sapeva di avere dentro di sé la follia e la tenacia di don Chisciotte contro i mulini a vento e l’audacia temeraria del piccolo Davide contro il gigante Golia.

Questa donna si è innamorata di un hidalgo muy hermoso ma poco tempo dopo l’inizio della loro storia il gigante Golia, il carcere, l’ha catturato all’improvviso e la nostra amica, che ancora non immaginava di avere in sé quelle qualità, si è sentita persa e disperata così come il suo, chiamiamolo, Dulce (come abbreviazione al maschile di Dulcinea e perché è dolce di carattere), che si è trovato all’improvviso in quel luogo ristretto.

La nostra amica Chi (abbreviazione di Chisciotte), lentamente, ha cominciato a uscire dal dolore violento che minacciava di metter al tappeto tutti e due e ha cercato di capire da che parte cominciare per aiutare il suo Dulce.

Ed ecco inizia la sua lotta contro i mulini a vento rappresentati da avvocati, psicologi, psichiatri, agenti di polizia penitenziaria, parlamentari, medici e chi più ne ha più ne metta; ogni volta che la nostra Chi andava a trovare il suo Dulce dentro il carcere-Golia cercava di dargli un momento di gioia e serenità per non fargli capire quanto dura fosse la sua lotta dall’esterno e quanto, spesso, si sentisse impotente. Lui la inondava di lettere che sono delle vere opere d’arte per riversare su di lei tutto l’amore che non poteva darle dal vivo.

E  dopo due anni Chi, nella sua lotta impari, è riuscita, come una piccola Davide contro il gigante Golia, a sconfiggere gli infiniti mulini a vento e a far uscire il suo hidalgo innamorato con gli arresti domiciliari durante i quali potrà curarsi e mettere in pratica l’art. 27 della nostra Costituzione che recita: Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Annunci