“Ritratto di donna in cremisi” di Simona Ahrnstedt, recensione di Daniela Domenici

“…emozionante come Via col vento, provocatorio come L’età dell’innocenza, universale come
Orgoglio e pregiudizio…”: questa parole, che ci trovano perfettamente
consenzienti, tratte dalla terza di copertina, rendono già un’idea di cosa sia “Ritratto
di donna in cremisi” di Simona Ahrnstedt, psicologa svedese alla sua opera
prima come scrittrice, ottimamente tradotto da Roberta Nerito e pubblicato
dalla Sperling & Kupfer.

E’ un’indimenticabile storia d’amore traboccante di passione e con il passo
ammaliante di un classico, le sue 433 pagine volano via senza un attimo di
sosta. E’ ambientata soprattutto nella Svezia del 1880 con alcuni capitoli che
si svolgono in Francia e ruota intorno all’attrazione fatale, dolorosa,
inesorabile e commovente tra Seth Hammerstaal, uno scapolo d’oro norvegese dal
patrimonio alquanto consistente, e Beatrice Lowenstrom, una ragazza svedese volitiva
e ribelle che mal si adatta alle rigidi convenzioni dell’epoca. Intorno a loro
si muovono una serie di personaggi perfettamente caratterizzati e di luoghi
dettagliatamente descritti che rivelano un amore per la propria terra e una
conoscenza dei suoi monumenti e delle tradizioni da parte dell’autrice.

Concludo con le parole di una rivista svedese che condivido pienamente :”appassionante,
commovente e, soprattutto, straordinariamente romantico. Un romanzo d’altri
tempi. Leggetelo, leggetelo, leggetelo!”: convinta che il mondo abbia ancora
bisogno di poesia ve lo consiglio caldamente.

Annunci