“Le possibilità della notte” di Marco Venturino, recensione di Daniela Domenici

Dopo il passaparola della sua opera prima “Cosa sognano i pesci rossi” che ne ha  decretato il successo editoriale, che ho amato profondamente (e come me molti  altri lettori) e che ho recensito    https://danielaedintorni.wordpress.com/2011/09/02/cosa-sognano-i-pesci-rossi-di-marco-venturino/   , Marco Venturino ci regala un  altro  libro di profonda emozione e commozione, “Le possibilità della notte” edito da Mondadori, ancora una volta ambientato per la maggior parte in un ospedale, luogo che Venturino conosce
molto profondamente visto che è direttore di divisione di anestesia e terapia
intensiva all’IEO di Milano.

Questa volta l’autore segue le storie parallele, e che vengono raccontate in capitoli
alternati,  di due uomini alle prese con lo stesso male a cui reagiscono in modo diametralmente opposto e su cui Venturino non esprime alcun tipo di giudizio lasciando al lettore la libertà di
decidere a chi vorrebbe ispirarsi qualora gli/le capitasse una situazione
simile.

Sia a Pino, un ingegnere in carriera con moglie e figli, che a Pietro, medico
chirurgo stimatissimo, viene diagnosticato un tumore all’esofago di una certa
gravità e, come dicevo prima, ognuno di loro, per motivazioni personali
straordinariamente descritte e dettagliatamente analizzate, fa una scelta che
avrà un suo percorso di dolore, un suo calvario di sofferenza ma che sarà anche
un cammino verso una nuova consapevolezza, scoperta, condivisione, apertura, in
una parola AMORE.

Non vi dirò quali sono le reazioni così diverse e opposte che i due protagonisti
avranno alla diagnosi e che porteranno avanti, sarebbe troppo riduttivo e non
renderebbe il giusto onore alla bellezza del libro che non lascerà
indifferenti, anzi costringerà chi legge a pensare cosa farebbe qualora si
trovasse in quella stessa situazione; io l’ho fatto da tempo e l’ho scritto nel
mio testamento spirituale, ne sono ancora più convinta dopo essermi lasciata
ammaliare dalle parole del dott. Venturino; per chi leggerà il libro io vorrei
fare come il chirurgo Pietro.