“L’allieva” di Alessia Gazzola, recensione di Daniela Domenici

Di questo libro mi hanno subito colpito quattro elementi “periferici”, diciamo:
innanzitutto la giovane età dell’autrice, solo ventotto anni; secondariamente
la fama della casa editrice, la Longanesi, non un editore di nicchia per un’esordiente;
terzo, la mole dell’opera, 369 pagine, che non lascia indifferenti; quarto, la
constatazione, forse più curiosa, la quantità impressionante di commenti che ha
ricevuto su ibs, in genere se si arriva ad averne una decina è già un successo,
“L’allieva” ne ha collezionati fino a questo momento più di ottanta in pochi
mesi che oscillano dall’assolutamente negativo e demolitivo ai complimenti più
calorosi e sentiti ma, come dice un celebre motto, “parlatene pure male, l’importante
è parlarne”. E la dott.ssa Alessia Gazzola è riuscita in quest’impresa non da
poco.

Dalla sua biografia apprendiamo che è laureata in medicina e si sta specializzando in
medicina legale, vive e opera a Messina e scrive da quando aveva cinque anni. Ed
evidentemente la casa editrice Bompiani ha creduto nel suo talento e ha voluto
scommettere su di lei, secondo noi con pieno merito, perché “L’allieva” è un
libro che si legge tutto d’un fiato; Alessia ha saputo colorare la sua storia,
che mescola il giallo e la medicina legale, con molta ironia e anche con quel
tocco delicato di romanticismo che non guasta. Molti dei commenti negativi che
ho letto su ibs l’accusano di aver voluto malamente imitare la Cornwell e altri
autori di thrillers ma Alessia Gazzola, secondo me, non vuole somigliare a
nessuno: ha un suo personalissimo stile di scrittura che si legge con molto
piacere (e da brava correttrice di bozze ed editor le faccio i miei complimenti
per la totale assenza di errori sia nella punteggiatura che nella concordanza
temporale che ho purtroppo rilevato in molti autori più “quotati” di lei), è
davvero brava nei dialoghi, credibilissimi, e lascia trapelare un profondo amore
per il suo lavoro. Non importa se la protagonista è talvolta un po’ imbranata, l’elemento
che fa la differenza è la passione che mette in quello che fa e la
testardaggine con cui lo porta avanti: bravissima Alessia, aspettiamo il
prossimo.