“La porta delle lacrime” di Abraham Verghese, recensione di Daniela Domenici

La porta delle lacrime è “quell’angusto braccio di mare che separa lo Yemen e il
resto dell’Arabia dall’Africa…una sottile crepa che si allarga fino a diventare
mar Rosso per allungarsi poi a nord verso l’orizzonte…”: ed è anche il punto d’incontro
di tutti gli spostamenti, non solo fisici, dei personaggi che popolano questa
saga, che possiamo tranquillamente definire “epica”, di Abraham Verghese,
medico chirurgo e autore di “La porta della lacrime” nell’ottima traduzione di
Silvia Pareschi e pubblicato da Mondadori.

Già il numero della pagine, 676, potrebbe spaventare chi decidesse di iniziare un
viaggio “dentro” questo libro; se poi aggiungo che è intriso di innumerevoli descrizioni
di interventi chirurgici e se concludo dicendo che si svolge per la maggior
parte della storia in Etiopia con alcuni “momenti” in India e negli Stati Uniti
ecco che allora chi legge deve fare i conti con tutto questo.

Se avrà questo coraggio, come la sottoscritta, si troverà immerso in una storia
affascinante, commovente, piena di sapori, odori e colori della terra etiope
(dov’è nato l’autore) e di quella indiana (di cui sono originari i suoi
genitori). Perno su cui ruota tutta la vicenda è il particolarissimo rapporto
simbiotico di due gemelli monozigoti, Marion e Shiva, che vengono seguiti nella
loro crescita, sia fisica che psicologica, dallo scrittore con un’attenzione e
un amore davvero struggenti e con loro tutti i personaggi che li aiutano a
diventare delle persone speciali, soprattutto i genitori adottivi, e medici,
Hema e Gosh, straordinariamente descritti.

Concludo con le parole della seconda di copertina che mi trovano totalmente consenziente:
l’autore è stato paragonato “via via a Dickens e Rushdie, a Vikram Seth e
Oliver Sacks, a Khaled Hosseini e alla serie televisiva Grey’s Anatomy: in
realtà è difficile decidere quale narrativa abbia il sopravvento sull’altra perché,
come nei classici dell’Ottocento, Verghese si cimenta, oltre che con la
medicina, con l’amore, l’abbandono, il tradimento, la redenzione, i moti
rivoluzionari, le persecuzioni e le migrazioni”.