“Parola di donna, corpo di donna” di Valentina Colombo , recensione di Daniela Domenici

Il sottotitolo è “Antologia di scrittrici arabe contemporanee” e la domanda sorge
spontanea: ma esistono così tante scrittrici arabe contemporanee da creare un’antologia?

Valentina Colombo, docente di lingua e letteratura araba all’università della Tuscia a
Viterbo, ne ha trovate e tradotte più di trenta i cui racconti, di varia
lunghezza e sulle più diverse tematiche, ha raccolto in questo suo libro. Alcuni
di queste trentuno storie sono inedite negli stessi stati di provenienza e sono
stati tradotte per la prima volta dall’arabo dalla prof. Colombo la quale prima
di questa raccolta ne aveva pubblicata un’altra, “L’altro Mediterraneo.
Antologia di scrittori arabi del Novecento”.

Dice la curatrice: “…quando sono le donne stesse a impossessarsi della parola (e
della penna) diventano qualcosa di più di un oggetto (delle opere degli
scrittori maschi). Diventano scrittrici, talvolta spregiudicate e disinibite,
capaci di affrontare gli argomenti più scottanti e disparati: il sesso (senza
alcun tabù), l’apostasia, la poligamia, la guerra in Iraq…temi delicati
trattati in maniera netta, decisa, senza ricorrere a mezzi termini e senza
nascondersi dietro uno pseudonimo”: ed è quello che, appunto, colpisce
maggiormente, il modo in cui le autrici dell’antologia parlano di questi temi
così importanti smentendo così molti pregiudizi del mondo occidentale su di
loro e aiutandoci a comprendere meglio la sfaccettata realtà del mondo arabo.

Difficile, quasi impossibile, per chi scrive, fare una scelta tra i trentun racconti,
tutti ugualmente affascinanti, ognuno a modo proprio; per l’ironia e la
disinibizione con cui descrive un incontro un po’ particolare tra un uomo e una
donna eleggo come “rappresentante” dell’antologia “Amore ai tempi della
globalizzazione” della siriana Haifa Bitar.