Dopo 26 anni in carcere da innocente vince la sua prima gara di boxe

La sua storia intensa si legge come la sceneggiatura di un film di Hollywood ma
per Dewey Bozella è stato un incubo di vita reale.

Ha passato 26 anni nella purtroppo celebre prigione Sing Sing a New York per un
omicidio che non ha commesso.

Ma oggi è festeggiato dal presidente Obama e ha finalmente esaudito il suo sogno di
essere un boxeur a livello professionistico, all’età di 52 anni.

Ha vinto la sua prima e ultima gara per decisione unanime nonostante abbia 22 anni di
differenza d’età con il suo avversario.

“Questo è il il più grande momento della mia vita” ha detto Bozella che ha combattuto
con un semplice messaggio “Non arrenderti”.

Per più di un quarto di secolo ha conosciuto la disperazione quotidiana mentre
combatteva per pulire il suo nome dal brutale omicidio di una donna di 92 anni.

Avrebbe potuto tornare a essere un uomo libero per ben QUATTRO volte se avesse ammesso la sua colpevolezza. Ogni volta ha rifiutato sostenendo la sua innocenza.

Bozella ha trovato conforto nella boxe allenandosi quotidianamente nella palestra della
prigione e studiando di note per ottenere le lauree “bachelor” e “master”.

Finalmente nell’ottobre del 2009 Bozella è stato formalmente prosciolto. Questa estate è
stato premiato dall’ESPN come suo vincitore 2011 dell’Arthur Ashe Award per il
suo coraggio.

Il leggendario boxeur Bernard Hopkins ha sentito la storia di Bozella e gli ha
offerto la chance di combattere contro il trentenne Larry Hopkins. Hopkins ha
dichiarato al Los Angeles Times la scorsa settimana :”Non è stato un caso d
carità. Quest’uomo sta realizzando il suo sogno”.

Nato a Brroklyn, Bozella aveva nove anni quando vide suo padre picchiare sua madre,
incinta, fino a farla morire. Più tardi un suo fratello è stato ucciso in un
accoltellamento e un altro sparato alla testa.

Bozella è diventato un piccolo criminale ma ha tentato di iniziare una nuova vita
trasferendosi a Poughkeepsie e prendendo lezioni di boxe in una palestra
gestita da un ex campione dei pesi massimi Floyd Patterson.

Ma a 18 anni fu arrestato per l’omicidio di una donna del luogo. Sette anni più tardi
è stato condannato per quell’uccisione.

Bozella dichiarò che stava andando in bicicletta molto lontano dalla scena del delitto
ma due condannati sostennero che era stato lui in cambio della loro libertà. Fu condannato a 20
anni di detenzione.

“Ogni giorno mi dovevo chiedere Come sopravvivo a questo incubo, Sing Sing, un luogo
dove l’odio e la rabbia sono all’ordine del giorno” ha detto Bozella all’ESPN. “Io
non volevo semplicemente sopravvivere, volevo crescere. La boxe mi ha
svegliato. Mi sentivo libero durante i miei allenamenti per la prima volta. Non
ero più un prigioniero”.

Nel 1990 Bozella ha avuto un secondo processo. L’accusatore gli ha offerto un
affare: ammettere il crimine ed essere libero. Ostinatamente Bozella ha
rifiutato. E quindi la giuria l’ha condannato. Ha dichiarato :”Morirei piuttosto
che dirvi che l’ho fatto io. Non posso, non posso. Voi non potete farmi dire
qualcosa che non ho fatto. Non sono un assassino”.

Bozella ha trascorso 19 anni al Correctional Facility di Sing Sing a Ossining dove è
diventato il campione di boxe dei pesi massimi della prigione.

Si è innamorato di una donna che andava a visitare un altro detenuto e si sono
sposati.

Bozella ha scritto la stessa lettera all’Innocence Project settimana dopo settimana
chiedendo loro di considerare il suo caso.

Cinque anni dopo aver ricevuto la prima lettera l’Innocence Project si è dichiarato d’accordo
ma la polizia aveva distrutto tutte le prove fisiche del caso.

Lo studio legale WilmerHale si interessò al caso e rintracciò l’anziano detective che
aveva investigato sul l’omicidio. E’ stata il punto di svolta vitale.

Arthur Regula aveva conservato l’unica copia del file del caso e l’aveva conservata a
casa sua  dopo la pensione.

Ha dichiarato all’ESPN: “Mi ero immaginato che un giorno o l’altro qualcuno
avrebbe bussato alla mia porta. C’erano certe cose nel caso che mi facevano
avere dei dubbi. Semplicemente non potevo buttarlo via”. Il file ha rivelato
che I testimony dell’accusa avevano mentito e che un altro sospettato aveva
confessato il crimine, un’informazione mantenuta segreta dagli avvocati di
Bozella per tutti quegli anni.

Giovedì scorso mentre Bozella si stava preparando per il suo primo match da
professionista il presidente Obama gli ha telefonato. Gli ha detto: “Ho sentito
della sua storia e ho voluto chiamarla e augurarle buona fortuna per questo suo
primo match da professionista. Tutto quello che ottenuto mentre era in prigione
e ogni cosa che ha fatto da quando ne è uscito è qualcosa che ha molto
impressionato tutti noi.”

Bozella ha raccontato all’ABC New York station WABC-TV del sogno che lo fatto andare
avanti in tutti questi anni. Ha detto: “Il mio messaggio è di non permettere
che la paura determini chi siete e di non permettere che il luogo da cui
provenite determini quello in cui state andando”.

Tradotto da me, scritto da Craig Mackenzie in http://www.dailymail.co.uk/news/article-2049704/Dewey-Bozella-Boxer-spent-26-years-jail-wins-fight–age-52.html#ixzz1b1DID5Fv