La lotta, le donne, la parola di Diritti Umani

Immagino

A un passo dal baratro e due dal paradiso

Oscillante in una distanza quasi eterna

Avvampata dal tuo ultimo tocco

Devastata da parole  di assenza

Non so

Non mi fanno sapere

Devo aspettarre

Come sempre

Appesa a un filo di seta

Con una fiamma ad un capo

E una stalattite dall’altro

Aspettare

A chilometri di brividi

Distante

Come a una fermata dell’autobus

Quando non sai a che ora passa

Aspettare

Decisioni di persone importanti

E sono tutte più importanti di te

Qualcuno che scriva o telefoni

E ti degni dela sua preziosa attenzione

Sei il numero dopo, quello da mettere in fila

Tra un impegno  l’altro

Appesa

Come un bucato da asciugare

Senza sole alcuno

Che poi sa quasi di muffa

No

Non cado non cadete in questa trappola

Mai

Meglio alzarsi

E andare incontro a una risposta

Con  gli occhi vispi

E quasi cattivi

Ma dolcissimi di raso

E melassa

Senza la paura che sia un no

Affrontarla

Provocando scandali e dissensi

Magari proteste e portoni sbattuti

Ma affrontarla

Provocarla come una donna da amare

Farsi odiare

O sopportare male

Come un insetto invadente

Ma andare

Guardare

Dritto negli occhi

Bloccare il no in contropiede

E trasformarlo

…parlare

e parlare..bene

sorprendendo il nemico,

il sorriso che arriva per primo

e una stretta di mano potente

che spiazza i viscidi

quasi quanto un demonio

parlare

e imparare

far finta di ascoltare perché l’altro ascolti noi

parlare con pochi gesti sobri

per ostentare certezze inventate

parlare con gli occhi

e la voce pacata

soffusa

mai urlante

accogliente come una poltrona comoda

per assopire le menti

parlare

alternare sorrisi

e confidenze

a richieste improvvise

e minuscole

da passare quasi silenti

impercettibili

da entrare nei pori

la parola

è un dono prezioso

impariamo

ad usarla

con cura

come un fioretto virtuoso

per avere risposte

confronti

conflitti irrisolti

impariamo

ad usare la voce

senza alzarla

stendendone i drappi sinuosi

davanti alle menti pesanti

di chi ci vorrebbe assuefatti

ad essergli nulla davanti

alziamoci

alzatevi tutte

spogliate

della rabbia di sempre

con maschere intrise di miele

mescolando il coraggio

alla passione del forse

e del posso

stiletto affilato di gocce

veleno ad aroma vaniglia

le donne lo possono fare

le donne lo DEVONO fare

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