Trav o trans? Cerchiamo insieme di comprendere meglio…

Dopo aver scritto e pubblicato il mio primo libro “Fabiola storia di una trans” ho
sentito l’esigenza di approfondire un altro concetto: l’essere trav.

A questo scopo ho immaginato alcune domande e le ho rivolte a una persona che mi
ha gentilmente risposto e che ringrazio di vero cuore: le sue spiegazioni sono
così sincere, chiare e dettagliate che aprono uno spiraglio su questa parte del
cielo di cui poco si sa e, comunque, sempre, o quasi, in modo distorto.

Intanto una persona che conosce questo mondo mi ha chiesto di scrivere le seguenti parole come introduzione e la ringrazio per questo suggerimento, eccole:  in italiano c’è solo una parola (travestiti) sua per chi lo fa per scopi sessuali (tipo orsi che indossano in mezzo perizoma o una parrucca bionda) e persone che vivono la loro norm…ale vita al maschile concedendosi ogni tanto un uscita al femminile (es locali sicuri) e che al contrario dei primi imitano la donna. La differenza con le drag è che mentre questi travestiti imitano, mimano, si personificano x qualche ora nel ruolo femminile, le drag fanno spettacolo, fanno della femminilità un modo di fare spettacolo divertente. Riassumendo direi che ci sono travestiti x scopi sessuali, travestiti x soddisfare il proprio bisogno di espressione di un genere che non vivono quotidianamente e travestiti che fanno spettacolo (il che non vuol dire che non possano appartenere anche alla categoria precedente quando non sono sul palco).

E ora le risposte alle mie domande:

D     La mia prima domanda è più che altro una conferma: vorrei sapere se la differenza tra una
persona trav e una trans è che la seconda fa la transizione con ormoni, ed
eventualmente con l’operazione, per cambiare il suo corpo e riequilibrarlo con
la sua psiche, sia MtF che FtM, mentre le persone trav rimangono uomini ma che
amano travestirsi da donna, è corretta questa mia spiegazione?

R  In realtà è un po’ più complessa la cosa.
Vero che la persona transessuale è colei che inizia un percorso di transizione
e la travestita è chi indossa abiti femminili o del sesso opposto al proprio, (esistono
anche donne che si vestono da uomo e non solo per moda) ma è anche vero che per
molte di noi e per me sicuramente, non è solo un indossare un abito, che ai più
lo può far apparire come un’esigenza di “gioco” sessuale. Non è così per molte
di noi. In realtà si indossano abiti femminili per denudare un proprio sentire,
che può andare dal  sentirsi donna o identificarsi in  qualsiasi altra sfaccettatura
che esiste tra i due estremi che per convenzione individuiamo nell’essere solo
maschio o solo donna.

D    Perché si sceglie di essere trav? Qual è la molla, l’input? In genere lo siete in segreto
o qualcuna di voi fa coming out e vivere l’essere trav alla luce del sole?

R   Occorre fare un distinguo. Ovvero individuare se la domanda è un “si sceglie di essere trav” come rinuncia a proseguire un percorso di transizione o se lo si chiede per individuare il
meccanismo che porta alla scelta ( o esigenza) di travestirsi.

Nel primo caso è una questione di equilibrio interiore, si trova un proprio equilibrio senza
ricorrere alla transizione, al completo passaggio da un sesso all’altro. Questo
comporta però una notevole comprensione di sé e della storia di figure quali si
è. Senza una conoscenza storica non si riesce ad avere coscienza di chi si è e
trovare poi questo equilibrio. Spesso si pensa di essere delle persone
incomplete e si vive con angoscia tutto questo. Io sono dell’idea che debba esistere
ed abbia soprattutto diritto ad esistere una coscienza dell’esser trav e del
poter vivere con serenità questo sentire.

Individuare l’input che fa scattare questo è complesso. In poche parole è la presa di coscienza che
si stà stretti nel corpo in cui ci si è visti fino a quel momento. Se devo
parlare per la mia esperienza per è stata una scoperta casuale. Quello che con
una partner appariva come un gioco erotico, mi ha a poco a poco, fatto prendere
coscienza che non era solo un gioco, io arrivavo a sentirmi mè stessa in quegli
abiti più di quanto lo potessi essere in quelli maschili e da li inizi a farti
domande a cui devi per forza trovare risposte e quando le trovi diventa
impossibile tornare indietro.

La maggior parte di noi lo è in segreto, soprattutto a causa dei costumi e della mentalità corrente,
per cui nel sociale non è ben visto e capito un uomo che si veste da donna. Con
una maggior conoscenza del fenomeno transgender qualcosa stà cambiando. Ci si
nasconde meno, si frequentano locali cosidetti normali con meno timori e non
ci si ritrova più solo in locali dedicati al genere.  Di certo non  ci si presenta sui luoghi di lavoro in abiti
femminili, io non lo faccio, ma molti colleghi di lavoro e familiari spesso
sanno di questa tendenza, ed essere compresi in questa scelta è importante
quasi quanto il desiderio di travestirsi liberamente, cosa purtroppo ancora
lontana dal poter essere praticata….almeno qui in Italia. C’è chi perde il
lavoro perché intraprende il percorso di transizione, figuriamoci come verrebbe
preso il “solo” travestirsi che non è legalmente giustificato da nessuna
esigenza di transizione. Non ne soffro comunque, prendo atto del paese in cui
vivo e comprendo che altre persone hanno esigenze ben più urgenti ed immediate
delle mie, ed è giusto ci si impegni per loro prima che per noi. Trovo però
fastidioso quando una transessuale discrimina e
considera figlie di un dio minore chi non fa la transizione.

D   Immagino che le persone trav siano solo uomini che si travestono da donna o, invece,  esistono anche al contrario ma sono meno appariscenti, evidenti?

R   Esistono anche travestiti, non solo travestite, donne che amano vestirsi da uomini, come ho detto prima non
solo per moda ma per un proprio sentire. Alcune lo vivono anche apertamente e
con successo facendo un’arte della loro identità. E’ il caso di alcune Drag
King, (alter ego delle Drag Queen). Un po’ come accadeva con il teatro
elisabettiano in Europa e gli Onnagata in Giappone (con i dovuti e sostanziali
distinguo tra i due casi ), l’arte diventa un modo per esternare ciò che
si è.    

 D      Come sono i rapporti tra persone trav e trans? E tra trav e gay?

R     Esistono alcune incomprensioni, ma non dovute ad incompatibilità tra i generi, come in tutte le cose, sono spesso  le singole persone che consentono o impediscono le armonie.  Ho amiche  e amici con la A maiuscola sia tra transessuali che tra  gay e con loro ho un’intesa stupenda.   

Mi mette molta tristezza quando vedo qualcuna o qualcuno ergersi a paladino della propria  categoria  e generalizzare sulle difficoltà dei rapporti, arrivando a discriminare per affermare una sua
posizione.  Ci sono esigenze differenti per qualità e priorità di diritti
reclamati, ma passarle per incompatibilità di dialogo tra i generi fà solo il
gioco di chi davvero ha interesse a non fare nulla per toglierle le  discriminazioni vere. Per dirla con una frase
di Pasolini che amo tanto…a restare divisi si avranno solo libertà concesse…e
mai libertà conquistate.    

 

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