Accadde…oggi: nel 1938 muore Ketty La Rocca

Ketty La Rocca (La Spezia, 14 luglio 1938 – Firenze, 7 febbraio 1976) è stata una artista italiana. È stata una delle più importanti artiste italiane del Novecento ed esponente di primo piano della Body art a livello internazionale. La sua ricerca si alimenta di una profonda riflessione sull’universo della comunicazione.

Le sue prime opere sono riconducibili all’interno della poetica della poesia visiva portata avanti negli anni ’60 dal Gruppo 70 a Firenze. Successivamente l’artista si confrontò pionieristicamente con le tecniche espressive più avanzate della sua epoca, quali il videotape, l’installazione e la performance. Si concentrò infine sul linguaggio del corpo e sul gesto arrivando a servirsi delle radiografie del suo cranio e della sua stessa grafia. La sua ricerca ultima, vicina all’arte concettuale, approdò alle Riduzioni in cui le immagini vengono ricondotte, per graduale trasfigurazione, a segni astratti.

Nel 2011 “Craniologia” (1973) è stata esposta alla mostra “Autoritratte”, Firenze, Galleria degli Uffizi, Sala delle Reali Poste.

http://lnx.galleriamartano.it/catalog/product_info.php?products_id=33

http://sguardodonna.wordpress.com/2008/11/11/lurgenza-del-comunicare-larte-di-ketty-la-rocca/

http://www.exibart.com/notizia.asp?idcategoria=46&IDNotizia=2596

Ho creato questo post per un motivo molto personale: Ketty La Rocca, che non sapevo, fino a oggi,  fosse stata una così grande artista, per un solo anno è stata la mia maestra in quinta elementare nell’anno scolastico 1967/68 alla scuola di via de’ Bassi all’Isolotto ed è stata fondamentale per la mia crescita culturale. Solo ora, a distanza di anni, leggendo queste note su di lei e tante altre ancora, ho capito perchè faceva la differenza anche come docente di bambini di 10 anni com’ero io…aveva una tale ricchezza interiore e una tale stravaganza, che ora ricollego al suo essere artista che all’epoca ignoravo, che ha lasciato il segno, almeno in me. Ricordo perfettamente quando talvolta portava in classe suo figlio Michelangelo, poco più piccolo di noi, ricordo che amava abbigliarsi come una Patty Pravo bruna invece che bionda, ricordo quanto ci ha aperto gli occhi sulla storia contemporanea, su tutto la guerra del Vietnam, ricordo come ha insistito, pur se all’epoca sembrava noiosissimo, che imparassimo alla perfezione la grammatica italiana, soprattutto le coniugazioni dei verbi, i loro tempi e modi…leggo dalla sua biografia che è morta molto giovane e che suo figlio ha creato un archivio su di lei, con questo post voglio, nel mio piccolo, renderle il dovuto omaggio ringraziandola per la ricchezza culturale che mi ha elargito…

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