24 maggio: ad Augusta è la festa del patrono, San Domenico

Oggi voglio riproporre un articolo che scrisse cinque anni fa, nel 2007, l’amico Antonio Coria, un artista formidabile e guardiano del faro di Augusta, dopo essere entrato per la prima volta nella chiesa di San Domenico appena riaperta al pubblico dopo anni completamente restaurata e restituita ai suoi fedeli…

Ho visitato con gran curiosità la bella chiesa dedicata al Patrono della mia cittadina, Augusta; è rimasta chiusa per oltre un quarto di secolo e la sua riapertura, avvenuta con grande cerimonia lo scorso 13 Maggio, ha prodotto tra i miei concittadini molti positivi commenti. Osservando i complessi restauri, la splendida pavimentazione e le opere d’arte custodite, sono rimasto incuriosito da un dettaglio di un grande dipinto con la effigie del Santo spagnolo, ai suoi piedi porta infatti raffigurato,  un simpatico cane che pare attendere paziente il suo comando, ma cosa ci fa questo piccolo animale in quest’ambito sacro?

Ho inoltre notato che il cane è osservabile anche in un altro dipinto e poi sulla facciata esterna, nello stemma posto sul timpano.


Con una breve ricerca su questa simbologia, ho appreso che San Domenico Guzman fondò l’ordine dei Frati predicatori Domenicani nel tredicesimo secolo, e la scelta del cane da parte dei religiosi deriva da almeno due motivi. Il primo narra che Giovanna, madre di Domenico, la notte del 24 maggio 1470, poco prima di partorirlo, sognò di portare in grembo un piccolo cane che, non appena nato, corse via con in bocca una fiaccola accesa,  a simbolo del dono lucente della Fede.
Il secondo motivo è legato all’opera che i Domenicani devono compiere: essi hanno lo scopo di diffondere la fede in territori lontani e quindi una riflessione sul nome portò che i “Domeni-canes” sarebbero stati i cani del Signore, fedeli e pronti a difendere le greggi di Cristo dagli attacchi degli eretici.                                                                                                                 A. Coria

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