“Insoliti passaggi” da “Niente a che vedere con lui” di Lady P

Ti lascio riposare e in silenzio scendo le scale…darò io da mangiare al cane questa sera, il prato è invaso dalle lucciole e questo tempo strano screzia l’atmosfera rendendola irreale e più attraente del solito, quasi sospesa nel respiro della stessa terra

Apro il recinto e mi godo le feste di Nick, guardando dal basso questa grande casa…quanto sono assurde le coincidenze della nostra esistenza, la nostra vita somiglia ad un mosaico bizzoso di tessere bianche e nere, dolori e gioie che spesso sono una la curiosa conseguenza dell’altra..

L’aria  è umida e osservo quell’orto che un poco alla volta ha preso vita…un po’ arruffato, tuttavia ti somiglia,  pieno di colori di piantine in fiore di insalate mischiate e quasi sovrapposte in tutta la loro variopinta entità…piccoli sentieri di pietra ed erba sempre un po’ troppo alta ma che importa…vederti respirare quell’aria, passeggiare a piedi nudi o sdraiato su quella strana amaca che ti sei fatto arrivare da lontanissimo riempie un poco alla volta la mia vita e questa stessa grandissima casa, trascurata da anni e arrivata oramai alla completa trascuratezza…mio padre – già avanti nella sua devastante malattia – si affacciava a questo grande terrazzo e quasi piangeva a vedere quanto tutto fosse oramai secco e abbandonato, quasi a seguire il suo sgualcito destino.

“E’ tutto allo sfacelo” sussurrava con la poca voce rimasta – e si ritrascinava dentro casa sulla sua sedia a rotelle

Alzo gli occhi nella luce cangiante di un tramonto arrossato…sei affacciato al terrazzo .. la luce proietta la tua ombra sul prato  il cane si agita festoso alla tua presenza…la tua voce finalmente serena scuote la danza delle lucciole e riempie di vita questo grande prato…tu, riemerso dal buio e proiettato come un proiettile in questo paradiso dopo secoli di buio profondo

Tu, a scherzare a raccogliere rose e dirmi che il forno è già caldo, di salire che hai fame, della  cena e di me.

Tu…che senza questa mia improvvisa solitudine di morte non avresti potuto mai approdare  a quest’isola e salvare la tua e la mia vita…che non avresti mai avuto asilo rifiutato e dannato da una mente troppo diversa dalla tua…dalla nostra.

Amavo mio padre…lo amavo fino ad odiarlo quando non amava il mio sentire…lo amavo da star male…da farmi male ogni volta…ma non c’è più, e oramai gli basta lo spazio del mio cuore e non ha più necessità di questa grande casa nel verde, non necessita di tutto questo spazio

E pochissimo tempo dopo – il tempo appena di un respiro, qualcuno ti ha dato l’opportunità di ritrovare la vita…unica condizione avere una casa che ti accogliesse.

E c’era.

Non c’era…e all’improvviso c’era.. immersa nelle lacrime..intrisa di assenza e disperazione..ma c’era..bastardamente c’era.

Mio padre perdonerà avrà perdonato perché adesso può leggermi nel cuore, ma la mia mente vola e si contorce a volte ancora a questa assurda e macabra sciarada, di una vita due vite nate e risorte per la morte di un altra lasciando spazio a nuovi ed insoliti passaggi.

Macabra…magica…assurda…incomprensibile vita come un  fluido denso in vasi comunicanti… non so , ancora non so quale sia il suo sapore…ma bevo vorace a questa nuova ampolla, forse qualche altissimo regista  ha mischiato o riordinato le tessere…non so…non posso sapere né lo voglio.

Solo vivo…avanti, convinta che i disegni non si possano discutere nemmeno se incomprensibili…soprattutto se creano nuove forme  plasmando da una vita altre vie…ed altri amori

Annunci