Lettura scenica o mise en espace: conosciamo meglio questa forma di spettacolo

Dato che la mia attività di critica teatrale mi ha portato, sia in Sicilia che qui a Firenze, a vedere, e quindi poi a recensire, spettacoli teatrali di mise-en-espace che non mi hanno provocato le stesse emozioni, talvolta completamente negative, molto più spesso positive, ho avuto il desiderio di conoscere meglio questa forma di spettacolo; spero che possa essere una goccia di arricchimento anche per alcuni di voi come lo è stata per me…

Chi non conosce la forma teatrale della lettura scenica può erroneamente credere che        si tratti di una modalità di spettacolo più noiosa o statica rispetto alla messa in scena        tradizionale.         In particolare in Italia, dove ( al contrario che in Francia e nel resto d’Europa ) la        lettura interpretativa non incontra ancora grande diffusione, la prospettiva di una lettura        scenica suscita sovente una reazione di curioso sospetto.

E’ bene correggere questo pregiudizio!

La lettura scenica (o mise en éspace) è una precisa forma di espressione teatrale,        una modalità che, lungi dall’essere uno “spettacolo mancato”, è volutamente        differente da una messa in scena tradizionale e rivendica le sue proprie peculiari caratteristiche.         I Rabdomanti si servono della lettura scenica perché tale formula permette di dare valore  al testo,        venendo quasi totalmente a mancare molti elementi di distrazione, quali scenografia, eventuali        costumi, azioni sceniche eccessive, che potrebbero influenzare lo spettatore e lo porterebbero a        non concentrare in modo corretto e adeguato la propria attenzione sull’obiettivo principale (il testo…),        oggetto del successivo dibattito con l’autore; la lettura scenica è una forma di spettacolo interattiva        e democratica perché si permette al singolo spettatore di utilizzare la propria immaginazione per “vedere”        l’ambientazione e l’azione scenica in modo assolutamente personale, in assenza di qualsiasi imposizione        da parte della messa in scena: ciascuno potrà in tal modo recepire, interpretare e infine formulare        un’opinione secondo la propria unicità.         La lettura scenica svolge così l’importante funzione di        responsabilizzare lo spettatore, che potrà  giudicare la validità dell’opera senza essere influenzato da        invenzioni registiche o scenografiche.

Niente viene tolto agli artisti, siano essi registi, attori o creatori di luci ed effetti sonori, che        svolgono la loro attività utilizzando la propria capacità espressiva e la propria competenza come in        qualsiasi altra forma di spettacolo. Anzi, gli attori in particolare, potendo avvalersi solo limitatamente        di mezzi di comunicazione diversi dalla parola, devono dimostrare una preparazione specifica in grado di        catturare l’attenzione dello spettatore con la sola propria voce.

Ma attenzione: questo non significa che assistere ad una lettura scenica voglia dire solo ascoltare        delle voci recitanti!

Le letture interpretative sono presentate con una regia che prevede musiche, luci, entrate ed uscite,        colpi di scena e quant’altro rende divertente una serata a teatro; inoltre, le letture sceniche non sono        solo drammatiche o di genere poetico: moltissimi testi presentati in lettura dai Rabdomanti sono testi        brillanti o di generi disparati!

Per tutte queste cose, assistere ad una lettura scenica garantisce un’esperienza sicuramente        interessante!

da http://www.irabdomanti.org

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