Tracce arabo-musulmane nella toponomastica di Giuliana Cacciapuoti

La toponomastica ha  un ruolo fondamentale per poter ricostruire o far riaffiorare, in tempi di dichiarata islamofobia, una memoria storica archiviata: il ricordo della presenza nella penisola insulare e continentale dei “saraceni”, testimonianza di una presenza culturale araba e musulmana che contribuì a rendere dotta erudita e saggia la nascente cultura italiana, nelle arti nelle scienze nella letteratura e in tutti i campi delle umane attività, forgiandola con quei caratteri comuni a entrambe le sponde del  Mediterraneo. Riscoprire le radici dimenticate attraverso le memorie geografiche rendono omaggio a un mondo e a una civiltà  considerata come “altro da noi” e invece “dentro di noi” già prima del IX secolo quando la Sicilia diventò emirato a tutti gli effetti e prima che la più celebre opera  della letteratura geografica araba “Lo svago per chi brama percorrere le regioni “quel Kitab Rugiar Il libro di Ruggiero di al-Idrisi che ci ha raccontato di tanti paesi europei e magari riafferrare negli etimi dei luoghi anche fugaci immagini di donne e ricordi di vicende quasi mai conosciute. Dove va la cultura europea? Una domanda a cui in maniera ambiziosa anche lo studio qui presentato intende rispondere,  indicando quale  il contributo della cultura arabo-islamica alla  formazione  della cultura umanistica e scientifica nel nostro continente e come  tale linfa abbia nutrito le radici delle arti e delle scienze  nella penisola italiana in particolare nel meridione, e come oggi la cultura è processo e non struttura, e dunque l’Europa non  elabora un’unica cultura  bensì sviluppa l’arte del vivere insieme nelle differenze. Oggi molte giovani donne italiane la cui cultura di origine è araba o musulmana  desiderano essere parte di questo nuovo mosaico culturale. E’ giusto che chi si occupa di ricostruire tracce , perché solo tracce  della cultura arabo-musulmana è possibile identificare nella toponomastica d’Italia, lavori perché un domani si possa insieme alle eroine nazionali ricordare nelle città le preziose azioni di tutte queste nuove donne italiane che con il loro impegno aiuteranno certamente a mutare il volto civile delle nostre città.

da http://www.giulianacacciapuoti.it/