Dove sono i diritti umani? di Diritti Umani

 

Le otto e dieci, è una bella giornata cammino veloce per le strade del centro mi fermo per un caffè sono riuscita apartire presto e a godermi il tragitto.

Vengo sempre malvolentieri di sabato, c è una fila lunghissima e i tempi di attesa sono estremamente lunghi, ma mercoledì era festa, ho chiamato per sperare in una sostituzione ma lo hanno annullato e basta.

Troppa fatica, probabilmente.

O forse solamente menefreghismo.

Arrivo e non credo ai miei occhi … è una valanga, una ressa, avrò almeno venti persone davanti … va bhè non hotutta questa fretta. aspetterò.

Ma non è come credo, mi rendo immediatamente conto che il problema è ben più complesso e l’attesa saràinterminabile.

È crollata la sala colloqui già da tempo pericolante, gli incontri vengono effettuati in un altra saletta allestita alla benemeglio ma è di parecchio più piccola, per cui ci chiamano due alla volta.

Fa caldo, e dopo un po siamo diretti sotto il sole, sulla strada perché bisogna stare aldilà della sbarra.

Le nove e mezzo.

Hanno chiamato quattro persone cerchiamo di ripararci dal sole ma ci mandano indietro.

Mi guardo intorno, macchine parcheggiate, camioncini della nettezza urbana, il portone che si apre solamente ognitanto per far passare le inservienti con i carrelli del vitto o qualche avvocato.

Le dieci.

In via S.Giorgio qualche macchina e qualche passante, si girano a guardarci con sguardo di disprezzo, siamo parenti, mogli, compagne, madri figli di detenuti, gentaccia da evitare come appestati, quando entri là dentro smetti di essere una persona e con te tutti quelli che ti circondano.

Poco importa, la mia mente va oltre non riesco a non guardarmi intorno a non ascoltare a non allibire: donne anziane che aspettano di poter incontrare il figlio, qui fuori si brucia , dentro c’è un atrio spazioso perché non fanno entrare almeno loro? …persino al supermercato c’ è un sistema in cui si prende il numero, perché ci dobbiamo accalcare così, terrorizzati dall’ansia che qualcuno ci passi avanti?

Bambini piccoli, c è una signora incinta con una carrozzina, il piccolo non avrà più di sei mesi.

Sotto il sole anche lui.

Una bimba piange, avrà un paio d anni, ha degli enormi occhi neri e i capelli lunghi e scuri ha caldo è stanca la mamma cerca di consolarla ma è durissima per noi come può lei piccolo angelo capire che per stare un poco in braccio a suo padre deve passare le forche caudine?Una signora anziana si sente male, è quasi cieca cammina con il bastone ma qui siamo tutti uguali l’atrio serve al personale per chiacchierare e prendere il caffè.

Le undici.

Hanno fatto entrare circa dieci persone, non che siano entrate per carità hanno solamente avuto miracoloso accesso all’atrio a fare un altra fila per presentare i documenti , per i colloqui c’è da aspettare, la sala è piena

Esce una guardia, ma è solo per intimare di stare indietro …è piuttosto sgarbata, tutti capiamo che sta solo lavorando, ma il rispetto farebbe forse parte del lavoro, probabilmente è un capitolo delle istruzioni che viene saltato per fare prima, non è nemmeno colpa sua, il suo mestiere è duro, l’errore sta molto più in alto come spesso accade

Una signora racconta che il marito ha dovuto fare lo sciopero della fame per dieci giorni per rivedere i bambini,mancava un timbro sull autorizzazione, al mio fianco c’è una signora magra e stanca, ha gli occhi vuoti, spiega che il figlio ha tentato il suicidio e lo hanno salvato per miracolo, ma lei lo ha saputo solamente dopo unasettimana.

Le undici e mezzo il sole è cocente se non si passa tra mezz’ora non c’ è più tempo per i documenti e cirimanderanno a lunedì …vociare confuso le battute si sprecano e si alzano le prime timidissime proteste, ho i piedi in fiamme ma la mia mente è distratta da ben altro.

Un uomo dal volto scuro e dagli occhi di brace si gira con calma e sfrontatezza, dice che fino a poco tempo fa era dall’ altra parte, e consiglia di stare calmi perché se qualcuno protesta o fa confusione esiste una incomprensibile logica per la quale a pagarla è il suo congiunto che sta al di là delle sbarre.

Silenzio attonito.Gli unici rumori sono i pianti dei bambini più piccoli a loro non si può spiegare il pericolo di una protesta.La porta blindata si apre ma è solamente per fare uscire un detenuto che deve andare in tribunale, il camioncino èappena arrivato.

Avrà non più di vent anni, è un ragazzino magro e pallido, grandi occhi azzurri e smarriti, ammanettato in maniera così stretta da bloccargli la circolazione…  le guardie sono quattro, due stanno alla porta del pulmino e due lo trascinano con tanta violenza da farlo inciampare.

Una stupidissima vacca al macello.

Tre chiavistelli da chiudere ed è fatta, la piccola gabbia è sicura.

Entro a mezzogiorno meno un quarto, gli occhi devastati da troppe insulse e disumane immagini, un film dell’orrore trasmesso troppo a lungo, mi sento il protagonista di Arancia Meccanica con i ganci negli occhi e senza nemmeno Beethoven di sottofondo, costretta a guardare ciò che mai avrei creduto da altra voce estranea.

Sporcizia ed avvisi attaccati al muro con lo scotch in una stanzetta che gronda disperazione.

Due ragazzi rumeni vengono mandati indietro, manca lo stato di famiglia i documenti non bastano, tornate in Romania lo fate e tornate se volete vedere vostro fratello, forse si fa prima a fare il DNA.

Una bimba deve andare in bagno ma quello non è un bagno pubblico, la mamma deve riuscire e andare al bar più vicino.

Sono in tempo per i documenti chi è ancora fuori verrà mandato via dicendo solo tornate lunedì.

Entro all’una meno dieci dopo un altra coda per consegnare gli abiti di ricambio e un altra ancora per essere registrata al colloquio.

Mi chiamano come da un altro mondo sono confusa, accaldata, con i piedi arrostiti e il cuore devastato dai pianti dei bambini e dai malori degli anziani.

Un lungo corridoio e una saletta angusta non c’è nemmeno una finestra quest’estate si soffocherà … ma si sorride tuttavia per non sprecare quel poco tempo anche se l’anima è a brandelli, strappata dalla vergogna e dalla rabbia che provo.

Troppe immagini devastanti e un’unica domanda: dove sono i diritti umani? Dov’è il rispetto dov’è la rieducazione se un detenuto vede come e quanto vengono puniti anche i suoi cari che stanno fuori e nulla di male hanno fatto?

Non riesco quasi a parlare con te, sono al limite dell’ ipnosi e ti accorgi che non sono la solita .provo ad accennarti qualcosa, comprendi e in silenzio mi abbracci attraverso il tavolo che ci separa per dirmi a volte capita non badare troppo all’ esterno o ti fai male.

Non guardare tu, donna-bambina cresciuta su un altro pianeta chiudi gli occhi della tua anima prima che si sporchi di realtà tieni lontanissima la tua mente dalla memoria di queste immagin…iSei qui per amore, non badare ad altro, concentrati solamente sull’ incontro che aspetti, sul cuore che batte, sulla bella emozione di poter vedere il tuo uomo, di guardarlo, di poterlo toccare e baciare per quel poco.Godi come puoi di questi pochi momenti se vuoi ma volta la testa davanti a ciò che vedi, è un mondo estraneo che non puoi capire e non devi osservare, può cambiarti il cuore può cambiarti opinioni può cambiare te. A te hanno insegnato che esistono i DIRITTI UMANI senza avvisarti che esisterebbero ma spesso non vengono applicati ed è un altra bella teoria per riempire le pagine di un libro di scuola …Cancella subito quelle immagini dal fondo dei tuoi occhi, sii cieca e sorda fai barriera con le tue ataviche illusioni di un mondo giusto hai solo sognato immaginato non hai visto nulla.

Nulla bambina nulla non c’ è nulla di strano nulla di insolito né di così straordinario non siamo all inferno.

No non siamo all inferno.

Siamo solo nella Casa Circondariale di Lucca.

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