A casa di Diritti Umani

“E’ a casa”

Avverto il brivido da dietro alla caviglia, pianissimo e veloce in salita libera fino alla nuca.

E’ a casa.

E’ un eco di coriandoli, nulla ha senso finchè non sono lì, frecce dritte negli occhi…così, semplicemente felice.

Due occhi grandi, non mi ero accorta mai fossero così grandi, mani scheletriche ma morbide tuttavia, pelle bianchissima e il corpo precipitato negli abiti come una cometa.

Quasi quaranta chili persi in pochi mesi, le sbarre imprigionano non solo il corpo ma spesso la sua stessa essenza, la voglia di nutrirsi e di sopravvivere.

Le sbarre fanno ammalare, e ancora rimango stupita di come menti comunque immerse in un corpo possano assistere al dilaniarsi di un altro corpo senza intervenire…solo perché in un vecchio libro c’è scritta qualche astrusa regola

Stupita da come persone suppostamente competenti possano coprire un tentato omicidio appellandolo fantasiosamente come rieducazione…forse tutti i loro tomi non sono bastati a dar loro lezioni di etimologia…ma in ogni caso gli occhi dovrebbero quantomeno vedere che una PERSONA si sta consumando…ed osservare dall’alto della loro “intellighenzia” che non si tratta né di un serial killer  né di un mostro.

Mi strappo via seppur a fatica da utopici ragionamenti ..è a casa.

Anche se forse ancora non lo sa…è svenuto quando lo hanno chiamato in matricola, e ora le gambe ormai scheletriche si aggirano in quella grande stanza con l’unica sensazione di non sapere perché sia così grande all’improvviso.

Giri giri mi racconti mi chiedi di me mi chiedi se sono felice…mi racconti di te e di quanto sei riuscito a stare “bravo”, con un orgoglio dolcissimo che la dice lunga sulla tua “delinquenza” quanto e come sulla  tua paura, sulla tua immeritata sofferenza…quanta ne hai provata…QUANTA?

CHI ha permesso che ti riducessi così?

… ne avremo mille di cose da raccontare da commentare da arrabbiarci…

Nella stanza risuona una grande luce, che accompagna e rende vivibile qualunque negativa emozione…sono gli  occhi della donna che ami, sola troppo sola che forse avrebbe a volte voluto scappare ma è rimasta…e per giurartelo ti ha regalato il sigillo di una figlia…e poi la luce di quella stessa figlia, piccola piccola ma oggi straripante di sorrisi, chissà perchè

E la tua.

Sì…perchè nonostante tutto, sprofondato nei vestiti ormai enormi, coi passi rigidi di chi quasi non ha più carne addosso, con le voragini di occhi che hanno visto l’impossibile…c’è quel guizzo – forse un riflesso di sfida o semplicemente di amore – che grida ce la farò.

“Sì – penso – è a casa davvero…e ce la farà nonostante tutti…e ora…posso andare a casa anch’io”

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