167 ore di Diritti Umani

Vuota come una clessidra senza sabbia

Sospesa come un aquilone strappato ..che sa che cadrà da un attimo all’altro e  comunque respira a totale dispetto della morte…o della non-vita

Evanescente come un pensiero sfuggito, trasparente come un foglio di carta velina che si accartoccia in una mano e quasi non c è più in un frammento di secondo

Un disegno a colori su una busta e il cuore scoppia ma io sono qui, e posso ancora leccare le mie illusioni , tu non sei più tu anche se cerchi disperatamente di sembrarlo o di darmi quel che resta o quel che speri che resterà nelle macerie, atomi di sangue che scivolano ed hanno comunque l ardire di ergersi ad angeli per coccolare un’anima che si sta sbriciolando

Sberleffi di ricordi insulti come marchi a fuoco e disagi quotidiani che tagliano la pelle come quella carta dura che sembra di no ma ti ferisce a fondo e brucia per giorni interi

Il gelo sui polpastrelli per il vento e l emozione, lottare ogni giorno per qualcosa che non so non conosco non capisco e mi arrampico su vetri che tagliano anch’essi e danno infezioni pericolose

…Ma  non importa non mi importa vado avanti corro cammino rallento e riaccelero, disperata corsa verso un ‘emozione troppo importante per essere sorvolata…corro arrivo attendo varco la soglia e sbatto contro quegli occhi sempre più stanchi sempre più assenti sempre più colmi di resa pieni ridondanti di inutilità vuoti e rinsecchiti di qualsivoglia domani

Vorrei…darti cose, ottimismo fiducia amore speranza che diventa futuro…vorrei e ci provo incurante del freddo dell ‘ attesa del contorno di cemento degli occhi indiscreti del bancone alto del tempo tiranno della rabbia e dell odio che leggo nelle pupille sempre più fisse e spente che osservano il mio viso come un miraggio troppo consapevole di essere tale

Ci provo…disperatamente confusamente ostinatamente contro qualsivoglia realtà, ti accolgo le mani mentre tu ti togli la giacca per stenderla sul marmo per non farmi prendere freddo, mentre ti guardi intorno ansimante per scrutare se è il tempo di un bacio rubato…mentre una bimba gattoni ci raggiunge e sorride e tu le fai una carezza che NON puoi fare…sei cattivo, ricordi?

Butto ..quasi vomito sul marmo tutto l ‘amore accumulato in sette giorni di eternità ansimante,

annullandomi quasi in una fatica di trasposizione falsate, non dirti i miei problemi nasconderti l ansia e il dolore per raccogliere ogni atomo di energia e lasciarlo lì , posarlo su quel marmo nemico in modo che tu te ne possa abbeverare quando ti servirà, ovvero da un attimo dopo.

Paura a sfiorarsi magari ci sgridano o rischiamo il peggio, vibrazioni da toccare che elettrizzano l aria nel raggio di chilometri gli sguardi incollati che quelli non possono essere puniti…e il tempo che va.

Brividi forti nel freddo del marmo, potrebbero spaccarlo e sarebbe bello sarebbe grande

sarebbe…qualcosa che frantuma quella realissima irrealtà

Perché …perchè dopo c è solo una voce che dice è finita, il campanello da suonare e le tue spalle nel varco di quel portone blindato …dopo c è la strada da fare al contrario col sacchetto dei panni e milioni di parole non dette e di baci non dati….e la domanda finale di sempre che troppo spesso ha una risposta devastante e desolata anche se la mia anima si ribella : è una lotta impari, tra costruzione e devastazione…qualcosa che il cuore non può affrontare a livello realistico ma solo con la malata e benedetta follia che solo l amore può concedere e a cui solamente l’ amore può credere con tutta la sua impavida testardaggine

E riesce tuttavia a tapparsi le orecchie mente quel calcolo crudo tormenta i miei passi : io ho .ho un ora per darti la vita…e loro ne hanno 167 per distruggerla

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