La pigrizia del cuore di Diritti Umani

Anni trascorsi lasciandosi  vivere, seguendo principi insegnati ed appresi, solo riposti in una scatola di latta, la mia mente…e seguiti senza porsi domande, la vita era tutta lì, una serie di concetti di doveri di verità assolute.

Un fiume tranquillo, qualche ansa qualche pietra ma nulla di che, l’acqua doveva scorrere ed andare sempre dalla stessa parte.

Poi qualcosa  mi ha sconvolto la vita, ma qualcuno l’ha chiamato “incidente di percorso”

La definizione non mi è piaciuta, ..in realtà avrebbe dovuto piacermi perché faceva parte di me…ma non mi è piaciuta lo stesso, una nota stonata nell’armonia di concetti atavici e sempre osservati con cura.

Ma non mi è piaciuta e come in trance ho cominciato a camminare in una nuova direzione..ho trovato alberi , rovi, scoiattoli, funghi foreste pesci fondali incantevoli e fango.

Ho trovato ho visto che il fiume…non è solo acqua, è una vita che scorre tra ostacoli mulinelli correnti e strana flora…è vivo.

E NON va sempre dalla stessa parte tuttavia.

e..non ho capito ancora nulla di come è fatto il fiume…ho solo capito che devo cominciare a osservarlo, e che la pigrizia del cuore ci nasconde la vita

Colpevole verso me stessa e verso tutti coloro che tempo fa avrei giudicato.

Sono…siete…il letto del fiume, e ora vi scorro addosso accarezzando i vostri cuori, e levigando le mie acque sulle vostre inquiete sfaccettature…ogni piccola pietra, ogni molecola di fango, ogni filo d’erba mi regala nutrimento e rende le mie acque più ricche.

Acque che durante il cammino si sono assetate di verità.

Bello, bellissimo questo tragitto, faccio schiuma quando inciampo e ritorno limpida quando mi riposo i pesci mi guizzano dentro regalandomi  vita

Non so ..davvero non so se arriverò mai al mare, ma mi godo il tragitto e le sue strane forme…non ho più paura delle anse più strette, o forse sì, ma l’inquinante pigrizia è scomparsa …al suo posto una grande sete di luce

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