Non si muore il lunedì di Diritti Umani

Mattina presto mi alzo come un automa e mi preparo in fretta.

Poche ore dormite su un cuscino di angoscia

Metto in moto e ripenso a ieri sera, a quella telefonata poco prima della chiusura.

Tuo fratello.

Ti devo dare un brutta notizia molto brutta è morta mia madre. Un infarto

Un colpo al cervello e nell anima, mi siedo di colpo e ripenso all ultimo colloquio, a quanto stavi male…e all ultima volta che parlando di lei mi confessavi che ti mancava moltissimo ma vederla lì ti avrebbe fatto sentire più in colpa, più fallito più orrendo.

Già da subito ho sentito di dover essere io a darti questo dolore e lenirti quel poco di anima che avresti sentito lacerarsi come carta velina.

Venti minuti ancora e sarò lì una prova difficile forse la più difficile doverti procurare il più grande dolore di tutti proprio io che darei il mondo in cambio di un tuo sorriso.

Ma sento che è così, ti stringerò più forte che posso e piangerò con te il tuo il nostro dolore.

L amore mi suggerirà le parole giuste.

Non sono di ferro e chiedo dell’ educatrice, con lei a fianco sarà un poco meno impossibile, ti conosce mi conosce.

Non ho bisogno di chiedere, è lei per prima che dopo aver detto che ci dovrebbero pensare loro mi guarda negli occhi e sorride

“Certo però che anche io l’ho visto molto agitato in questi giorni te la senti di dargli tu la notizia? Io vengo con te e ti supporto, ma lo so che con te ha un rapporto speciale, mi sembri la persona più indicata “

Tuo fratello osserva un poco attonito ma io sorrido di gratitudine anche se sto per affrontare la più grande fatica

“dai allora, chiediamo al commissario ci sarà un pochino da aspettare ma è la cosa migliore, ti conosciamo tutti sicuramente sarà d accordo”

L assenso della seconda educatrice e di una guardia mi fanno in qualche modo sentire più forte e pronta ad affrontare la disperazione che leggerò nei tuoi occhi

“vado giù io – si offre la guardia – così chiamo da giù e intanto lo facciamo portare in infermeria, nello stato in cui è meglio essere prudenti “

Attesa e silenzio.

Pochi minuti e squilla il telefono.

Il commissario.

“ I parenti possono andare via, la notizia la daremo noi al detenuto. Oggi è martedì e non è giorno di colloqui”

Non volevo un colloquio, volevo solo darti la peggiore delle notizie con il piccolo conforto di sentirla da una persona che ti ama e non dalla fredda voce di una guardia ma nessuna implorazione vale a nulla, è martedì.

Non mi resta che attendere fuori, in attesa di notizie – chissà se vere – masticata dall’orrore e ingoiata dallo sbigottimento.

E attendere domani con il pensiero di te in due metri quadrati, da solo a lottare con il dolore e il senso di colpa che ti dirà l ho uccisa io.

Non morite il lunedì…il vostro caro non avrà nemmeno un abbraccio.

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