Così te ne andavi…di Angela Ragusa

Conservo in pancia il tuo calore.

Ti incontrai nel giorno dell’addio.

Dai binari consumati ,raccoglievo chiodi

da sistemare in tasca per sentirli poi

suonare se correvo verso te.

Sul fondo di un caffè lessi il presagio ,

strano disegno di cerchi e polvere.

Ricordavano alla mia mente i segni ,

opachi e inumiditi ,lasciati dalle tue dita

sui vetri d’inverno.

Il tuo sguardo rincorreva un treno.

Così te ne andavi inseguendo la notte

a trascinare sogni come un vecchio ambulante

dietro al suo carretto di pezze e cianfrusaglie.

Ho vomitato dolore e svuotato le mie tasche.

Ora solo un chiodo.

Appeso il ricordo di te.

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