Preghiera in gennaio, dedicata da Fabrizio De Andrè a Luigi Tenco

Lascia che sia fiorito,

Signore, il suo sentiero

quando a te la sua anima

e al mondo la sua pelle

dovrà riconsegnare,

quando verrà al tuo cielo,

là dove in pieno giorno

risplendono le stelle.

Quando attraverserà

l’ultimo vecchio ponte

ai suicidi dirà

baciandoli alla fronte:

“Venite in Paradiso

là dove vado anch’io

perché non c’è l’inferno

nel mondo del buon Dio”.

Fate che giunga a Voi

con le sue ossa stanche

seguito da migliaia

di quelle facce bianche,

fate che a voi ritorni

fra i morti per oltraggio

che al cielo ed alla terra

mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti,

spero non vi dispiaccia

se in cielo, in mezzo ai Santi,

Dio, fra le sue braccia,

soffocherà il singhiozzo

di quelle labbra smorte

che all’odio e all’ignoranza

preferirono la morte.

Dio di misericordia,

il tuo bel Paradiso

l’hai fatto soprattutto

per chi non ha sorriso,

per quelli che han vissuto

con la coscienza pura;

l’inferno esiste solo

per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno

mai ti potrà indicare

gli errori di noi tutti

che puoi e vuoi salvare;

ascolta la sua voce

che ormai canta nel vento:

Dio di misericordia,

vedrai, sarai contento.