Nulla da dire di Diritti Umani

lacrime

Distrattamente mi slacci i polsini della camicetta.

“Parla…ti ascolto”

È di raso nero e quel guizzo negli occhi ha già espresso ogni palpito.

Mi sfiori le braccia sfidando il tessuto ed è  il primo sollievo, un contatto che trema davanti al bancone di marmo imperterrito ospite dei nostri incontri cronometrati come le corse ad ostacoli.

Esponenziale il tuo tatto sul mio. Premi la pelle come fosse da incidere, quasi  mi graffi e i tuoi occhi si chiudono a forza, scrigni maldestri senza una chiave qualsiasi.

Occhiali appannati da un inutile sforzo le lacrime scendono più prepotenti di un uragano… non le avevo mai viste e percorrono le mie ferite come spade incandescenti

“Non mi fanno stare con te… è l’unica cosa che voglio… posso sopportare tutto.. ma questo è peggio di tutto sono meno di un  topo in una gabbietta… il mio sesso è impagliato come un gufo in un museo… ho fatto davvero tanto male da meritare che mi ammazzino?”

Ti accarezzo i capelli giurando che ce la faremo…si.. ce la faremo tuttavia… dai un calcio al bancone di marmo che sbriciola la nostra passione… e la maglietta bagnata e salata quasi grida di quella ferita.

E non c’è… più nulla… ma davvero più nulla da dire

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