Fuori di Diritti Umani

Freddissimo stamani, e come spesso accade non capisco perché devo aspettare qui fuori, siamo in pochi e nell’atrio riscaldato ci sarebbe posto anche per me.

Da oltre la sbarra osservo qualcuno che chiacchiera e beve caffè, accendo una sigaretta ma quasi non riesco ad articolare le dita intirizzite…ma la rabbia non sale quasi più, la triste abitudine ha oramai il sopravvento, prima o dopo entrerò.

Arriva una donna , e il suo sorriso riempie la piccola piazza..è snella e dolce, e stringe la mano a una bambina che non avrà più di due anni, avvolta da un piumone viola di due taglie più grande ed immersa nel suo cappuccio imbottito…a piccoli passi insegua il cammino di lei.

Si avvicina alla porta blindata e un agente fa per porgerle in consueto numero,  scorgo il suo diniego dall’ondeggiare dei capelli..sta ferma davanti alla porta, solo accenna un movimento del piede…fa ..tanto freddo e mi stringo nel cappotto , muovo i piedi perché non si congelino.

Un’ombra appare da dentro e sento la voce di lei educatamente soffusa in uno scoppio di gioia…”amore…”

La porta blindata si apre ed esce un ragazzo con una valigia.

È fuori.

È finita.

Respira.

La mia intuizione era già forse andata più in là ma in quel momento comprendo e le lacrime mi annebbiano gli occhi in meno di un istante mentre il viso è assalito da un calore gioioso…mai avrei pensato di avere il privilegio di assistere a una scarcerazione, e benedico quell’attesa che mi sta permettendo di essere inondata da quell’emozione.

Si guardano ed è un’attimo immenso, la bambina salta in braccio al ragazzo che innalza a sé come un diamante…lei lo guarda ma si accorge di me, e di quel sorriso che si allarga incurante delle lacrime che scendono…invidia? Sicuramente, esiste in qualche angolo del cuore, ma è un’invidia buona , felice, commossa, che sicuramente Dio perdonerà…e lei comprende, prende per mano il suo compagno e procede con passi tremanti…ma si sofferma a guardare i miei occhi per lunghissimi attimi, e il mio sorriso si perde nel suo, in quegli occhi che brillano esplodendo l’attesa.

Mi fissa illuminando la piazza della stessa sua luce, e mi sorride…posso toccare il suo grazie e la sua gioiosa certezza che sono felice per lei .

Un lunghissimo minuto e sono di nuovo sola ad attendere il mio turno.

Ma sono…terribilmente più forte e più felice.

E non ho…nemmeno più così freddo.

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