Storie di ordinaria burocrazia di Diritti Umani

burocrazia e inps da garavini.

Novembre 2011.

Facciamo richiesta di invalidità civile per problemi psichiatrici , già abbiamo il 67% ma la situazione è parecchio peggiorata.

Visita medico legale, fanno domande più a me che a lui e mi viene detto si signora il peggioramento è evidente.

Passa un anno, la burocrazia fa il suo lentissimo corso, mille viaggi tra patronati e inps telefonate e tutto quello che già conosciamo.

Finalmente arriva il verbale, sono i primi di dicembre dell’anno successivo ma che importa, finalmente ci siamo e incrociamo le dita ..sì, hanno capito , 87% avremo almeno un piccolo aiuto e potremo andare al centro impiego per il collocamento mirato..magari la nostra vita avrà una svolta.

L’indomani mattina sono già al patronato si fanno tutte le carte i tempi mi dicono non sono così lumghi tra un mese massimo due arriverà un piccolo aiuto e gli arretrati calcolati dal momento della domanda.

Un respiro di sollievo per noi quei soldi sono tanto ma tanto importanti faccio qualche lavoretto da casa ma non posso lasciarti solo più di tanto e questa è una piccola base per sopravvivere.

Passa un mese… due… tre.

La cassetta della posta resta vuota e il mio spirito irrequieto prende la macchina e va all’inps..solo per vedere a che punto sia la pratica e regolarsi di conseguenza, ci sono svariate bollette da pagare devo pianificare tante cose.

L’impiegata è gentile, guarda il verbale dice strano aspetti che controllo.

I suoi occhi si spalancano davanti al video e non capisco, magari è stata solo un’impressione.

Mi guarda attonita, dice non è mai successo e deglutisce

“Lo hanno. .lo hanno rigettato..dicono che si sono sbagliati”

“Scusi?”

“Si..non ci credo nemmeno io ..cioè..dicono che sul verbale hanno trascritto male e ..non è 87 ma 67.. e quindi non vi spetta nulla”

Mi stampa la lettera che … prima o dopo..dovrà arrivare nella mia cassetta della posta

“ E’ stata erroneamente segnata la riga 5 invece della 4, per cui la richiesta è respinta”

La riga 5 parla di un’invalidità superiore a due terzi..se la matematica non è un’opinione 67 è in ogni caso superiore… l’errore non è stato lì, e coprono un errore con un altro, forse sperando di incontrare qualcuno che non vada così per il sottile.

Ma NON sono io..e l’errore è stato più grave, hanno scritto 87 invece di 67.. non hanno solo “sbagliato riga”, hanno illuso persone che certo non avevano nessun bisogno di essere illuse.

Sono..furiosa, disperata, non so cosa pensare non è semplicemente possibile

Vado all’ufficio invalidi, e mi confermano che il verbale è valido loro hanno sbagliato ma se voglio rivalermi devo pagare un avvocato e un perito.

E non lo posso fare..altrimenti probabilmete non avrei avuto bisogno dell’invalidità e nemmeno l’avrei richiesta.

Quello che so..è che se IO sbaglio poi devo pagare… e loro no.

Quello che so è che al patronato mi hanno detto è dall’88 che lavoro qui e non è mai successa una cosa simile.

Quello che so è che io sono io e loro sono l’Inps.

Quello che so è che mi sono vista sfumare 2500 euro di arretrati che per me sono un capitale e quel piccolissimo reddito che per me era fondamentale dopo un verbale VALIDO solo con un “erroneamente”

Io non campo di avverbi, e ho sempre pagato i miei errori.

Non vorrei essere la sola.

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