Alla Galleria dell’Accademi dalla vostra inviata Daniela Domenici

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Certo che ci vuole una buona dose di coraggio e un grande amore per l’arte, che condivido pienamente, per pensare di portare dei bambini di prima media per la prima volta in un museo e sperare che si comportino adeguatamente e che si dimostrino interessati alle spiegazioni che hai pensato di fornir loro…

…il mio collega di lettere l’ha avuto e stamattina, dopo le innumerevoli raccomandazioni date in classe, siamo partiti col pulmino giallo alla volta di piazza San Marco dove siamo scesi e ci siamo appropinquati all’ingresso del museo davanti al quale c’erano già molti turisti stranieri in file ordinate e silenziose, non esattamente uguali a quella dei nostri allievi…

Dopo un po’ di attesa è venuto il nostro turno; i solerti addetti al metal detector del museo avrebbero voluto controllarli uno a uno ma hanno subito desistito, si sono fidati e ci hanno lasciati proseguire per non intralciare il flusso dei turisti dietro di noi.

Credevo che il mio collega volesse fermarsi subito davanti all’ospite d’onore del museo, il David di Michelangelo, invece ha immaginato un percorso artistico diverso: ha fatto fermare i nostri piccoli allievi, come loro primo impatto col mondo dell’arte, davanti ad alcuni dipinti dal 1200 fino al 1600 per far loro apprezzare e capire come si siano evolute le tecniche pittoriche sia in termini di colori che di prospettiva, dando loro solo alcuni brevi cenni e spingendoli poi a esprimere liberamente qualunque cosa l’opera suggerisse loro.

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Dopo i primi momenti di inevitabile impaccio e titubanza l’dea ha iniziato a funzionare e arrivati all’ultimo quadro del percorso immaginato dal collega alcuni dei nostri allievi sono stati in grado di esprimersi con disinvoltura e una maggiore proprietà di linguaggio.

E finalmente, rullo di tamburi, la sosta davanti al monumentale capolavoro michelangiolesco ma non troppo lunga perché il collega ha voluto, subito dopo, far fermare i ragazzi davanti agli altri capolavori di Michelangelo presenti, i “prigioni”, per far loro notare le differenze tra queste straordinarie sculture e il David e spingerli a immaginare le motivazioni che hanno portato l’artista a crearli.

La prossima visita al museo è programmata per l’inizio di maggio e ci porterà alla Galleria Palatina dentro Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli.

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