Rosina Ferrario, la prima donna italiana pilota d’aereo, di Ludovico Centola

rosina ferrario da milombardia.gazzetta.

Rosina Ferrario (Milano, 29 luglio 1888 – 1959) è stata la prima donna italiana ad aver conseguito il brevetto di volo. Convinta femminista, trovò da sempre un ambiente ostile nei suoi riguardi per le sue idee liberali e anticonformiste. Figlia di borghesi, pretese di ricevere lo stesso trattamento di un figlio maschio e così ebbe subito modo di far valere la sua intraprendenza.

Appassionata di escursionismo e di automobilismo, decide di prendere il brevetto di volo alla scuola Caproni di Milano dove si reca in bici. Nonostante i pregiudizi dell’epoca e il parere contrario della sua famiglia, il 3 Gennaio 1913 consegue il brevetto di volo numero 207 e diventa la prima pilota italiana.

E’ bene ricordare che in un’epoca in cui il ruolo sociale della donna era ancora confinato entro le mura domestiche, già andare a lavorare o guidare un’automobile era un segno di emancipazione giudicato dai più un’eccentricità, figurarsi pilotare un aereo. Conseguito il brevetto, vive il suo momento di gloria tra il 1913 e il 1914, quando partecipa a diverse manifestazioni e voli dimostrativi. Al Meeting Aviatorio di Napoli fa cadere una pioggia di garofani rossi sulla folla; vola su Roma per la visita del re, è a Como per il 1° Circuito dei Laghi; insieme ad Achille Landini, uno degli aviatori più famosi dell’epoca, si esibisce a Busseto per il centenario della nascita di Giuseppe Verdi, atterrando in mezzo alla nebbia su un campo di granoturco spianato per l’occasione.
Invitata in America del Sud per alcuni voli di propaganda turistica, dovrà però rinunciare al viaggio per l’incombere della guerra. Rosina si rende conto che potrebbe essere utile per trasportare feriti per conto della Croce Rossa e si mette subito a disposizione. Ma ormai i voli civili sono aboliti e tutti i piloti devono essere militari. Rosina è esclusa, in quanto “non è previsto l’arruolamento di signorine nel R. Esercito”, come specifica una lettera del Ministero della Guerra in risposta a una delle sue tante domande.

Degli anni seguenti sappiamo poco: nel 1921 troviamo Rosina Ferrario felicemente sposata con Enrico Grugnola, conosciuto durante un’escursione del Club Alpino Italiano. Insieme aprono un albergo a Milano con un grande giardino, l’Hotel Italia in Piazzale Fiume, e hanno due figli.

Ormai Rosina si dedica solo alla famiglia; delle sue passioni giovanili, coltiva la musica e le ascensioni in alta montagna.
Partecipa regolarmente agli incontri dei Pionieri dell’Aeronautica, ma non volerà più, rifiutandosi di salire su quegli “autobus da cielo” che sono per lei gli aerei moderni e rimpiangendo i tempi in cui volare era un’avventura romantica, a bordo del “suo” aereo e a contatto con gli elementi. Il distintivo dei Pionieri la accompagnerà anche nella morte, avvenuta nel 1959, ed è l’unica decorazione sulla sua tomba, a Sesto San Giovanni.

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