Il fonte battesimale della cattedrale di Saint Lambert a Liegi

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grazie all’amica Linda Doria, esperta di storia dell’arte, soprattutto di quella “mosana”, cioè dell’arte nata lungo il corso del fiume Mosa, che ce l’ha fatto ammirare e di cui ci ha dato ampie spiegazioni…

le foto sono di mio marito Nino…

Il fonte battesimale proviene dalla chiesa Notre-Dame-aux Fonts, « chiesa-madre » di Liegi.
Attigua alla cattedrale San Lambert, oggi distrutta, questa piccola chiesa dedicata a Nostra  Signora del Fonte era il battistero della cattedrale Saint Lambert ed era inoltre l’unica chiesa  in cui si potesse amministrare il sacramento del battesimo fino a quando l’estensione della  città non moltiplicò le comunità parrocchiali decentrandole. Questa famosa vasca
battesimale in ottone fu commissionata tra il 1107 e il 1118 dall’arcidiacono di Liegi Hellin per  la chiesa di Nostra Signora del Fonte, di cui era abbate. Questo gioiello, tipico dell’arte del  valle della Mosa, che rimonta alla prima metà del XII secolo, è generalmente attribuito a  Renier, orefice di Huy, una città vicina situata lungo la Mosa.
Notre-Dame-aux-Fonts fu distrutta insieme alla cattedrale, durante l’occupazione francese  che segui la rivoluzione (francese) e vide la fine dell’indipendenza di Liegi. Nel 1804, dopo il  Concordato, la vasca fu sistemata nell’antica collegiale di San Bartolomeo, diventata chiesa
parrocchiale. Se ne è purtroppo perso il coperchio, probabilmente anch’esso di ottone come  la vasca, sul quale erano rappresentati profeti e apostoli.
Questa vasca battesimale, famosa nel mondo, è un capolavoro per originalità e perfezione  tecnica. L’artista vi unisce il retaggio artistico dell’antichità classica e bizantina con la  tradizione mosana. Il battesimo, tema unico, si sviluppa nelle cinque scene successive  rappresentate in rilievo sulla parete della vasca : battesimo di penitenza, quale lo predica
San Giovanni Battista, annunziatore del battesimo nello Spirito Santo; santificazione del  mondo (dal mondo ebreo a quello greco-romano, sia temporale (col centurione Cornelio) che  spirituale (il filosofo Cratone).
Sistemata su di una base di pietra, la vasca sembra sostenuta dai buoi, che originariamente  erano dodici, ma sono rimasti solo in sei. Rappresentavano i dodici apostoli che portano il  sacro messaggio della Trinità nel mondo e lo purificano col battesimo. Evocano anche le
dodici tribù d’Israele e i dodici buoi che sostenevano il “Mare di Bronzo” sul sagrato del  tempio di Salomone a Gerusalemme, secondo il Libro dei Re dell’Antico Testamento.
Un suolo ondulato percorre la parete e sottolinea l’unità del tema narrativo. Alberi stilizzati  d’influenza bizantina separano le scene creando transizioni. Il personaggio principale di ogni  scena, sia il Battista, sia il Predicatore, è un pò più alto degli altri personnagi che lo  circondano. Si tratta di un procedimento tipico dell’arte popolare di tutti i tempi e di tutti i
paesi ; qui però l’artista è riuscito a organizzare le scene in modo che questa disproporzione  sembri naturale. Iscrizioni incise identificano ognuno dei personaggi.
1. La predicazione di San Giovanni Battista  A sinistra della scena centrale, il Precursore invita alla penitenza un gruppo di pubblicani  vestiti come ricchi mercanti. Un soldato li ha raggiunti, indossando l’armatura in uso nel XII  secolo: cotta di maglia, elmo di tipo bacinetto, scudo normanno portato sulla schiena. La  spada attaccata al balteo è inserita nella cotta di maglia.
2. Il battesimo dei neofiti o battesimo di penitenza
Il Battista impone la mano sul capo d’uno dei due giovani immersi fino alle ginocchia nel  Giordano. Sulla riva, due discepoli osservano la cerimonia. L’attitudine e la posizione dei  piedi del discepolo destro denotano l’intenzione di lasciare « chi appiana i sentieri del  Signore » per raggiungere il Cristo. Notevole la flessibilità dei corpi, perfettamente modellati,  dei neofiti.
3. Scena centrale, il battesimo del Cristo
Giovanni Battista, vestito con il mantello degli eremiti del deserto, si china e pone una mano  sul capo del Cristo. Gesù, parziamente immerso nelle acque del Giordano (rappresentate  secondo le convenzioni dell’arte bizantina), fa il segno della Trinità con la mano destra. Le  tre persone divine sono riunite : Dio Padre appare con i tratti di un vecchio, la testa aureolata  e inchinata verso il Figlio, e una colomba rappresenta lo Spirito Santo. A sinistra del Cristo,  due angeli si inchinano, le mani velate, in segno di rispetto, come nel rituale orientale.
4. Il battesimo di Cornelio
La Chiesa è oramai aperta al mondo di Roma – la totalità del mondo conosciuto all’epoca.
San Pietro battezza il centurione Cornelio per simboleggiare il dominio sul mondo materiale  e temporale. Gli Atti degli Apostoli raccontano che questo militare romano, avendo sentito  parlare del Cristo, fece chiamare San Pietro. Ma la legge ebraica non permetteva al principe  degli Apostoli di entrare nella casa di un pagano. Pietro ricevette però in sogno l’ordine  divino di andare a trovarlo. Distaccandosi in questo modo dall’antica legge, egli battezzò  Cornelio e il suo seguito.
5. Il battesimo di Cratone
Secondo una leggenda, Giovanni Evangelista, l’apostolo ispirato, avrebbe convertito e  battezzato a Efeso un filosofo greco che insegnava a disprezzare le ricchezze. Questa scena  è disposta in modo simmetrico alla precedente, senza che ci sia un albero stilizzato a  separarle. Il filosofo Cratone, il cui ruolo corrisponde a quello del centurione Cornelio,
rappresenta il dominio sul mondo spirituale nonché l’apertura della Chiesa al mondo greco e  ai gentili di tutte le nazioni.

La tecnica è quella della fusione a cera persa. Il modello, scolpito nella cera, è  accuratamente ricoperto d’argilla e lasciato a seccare. La forma, sotto l’azione del fuoco, si  svuota della cera (che è dunque “persa”) ed è poi riempita con ottone fuso. Una volta  raffreddata e liberata dall’argilla, l’opera è levigata con sabbia sottile ed è poi ricoperta con  una sottile pellicola d’oro.

http://www.st-barthelemy.be/3_FontsBaptismaux_Presentation.htm

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