Accadde…oggi: nel 1926 nasce Maria Rudolf

maria rudolf

Maria Rudolf (Gorizia, 17 agosto 1926 – Opicina, 22 dicembre 2012[1]) è stata una partigiana italiana superstite del campo di concentramento di Auschwitz.
Infanzia e gioventù

Crebbe in un paese vicino al confine sloveno dove visse insieme a suo padre Massimiliano, sua madre Teresa Kobal, nonché una sorella e due fratelli (il fratello minore morì di meningite all’età di dieci anni).[2]

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 la Zona d’operazioni del Litorale adriatico fu annessa al Terzo Reich e i gruppi di partigiani cercarono sempre di più di combattere il nazifascismo. Anche Rudolf fece parte della Resistenza: il suo compito fu quello di portare lettere da un gruppo all’altro.

Arresto e Deportazione

La sua attività venne scoperta, Rudolf fu arrestata e detenuta nelle carceri di Gorizia. Con due altri giovani partigiani il 13 giugno 1944 subì un processo a Gorizia durante il quale tutti e tre furono prosciolti. Nonostante l’assoluzione Rudolf non fu lasciata ma portata nelle prigioni di Trieste.

Il 2 settembre 1944 venne deportata da Trieste al campo di concentramento di Auschwitz, dove arrivò dopo un viaggio di cinque giorni. Fu immatricolata con il numero 88492 tatuato sul suo avambraccio.

Ad Auschwitz e Plauen

Mangiando gli avanzi delle malate nel Revier riusciva a nutrirsi più delle sue compagne, anche se corse rischio di essere scoperta e uccisa.

Il 14 ottobre 1944, dopo quaranta giorni ad Auschwitz, Rudolf venne selezionata per andare a lavorare in una fabbrica e trasferita al campo di concentramento di Flossenbürg. Inoltre ricevette un altro numero di matricola cucito sulla camicia: 60301.

Nella città di Plauen che si trova nelle vicinanze di Flossenburg, fu costretta a lavorare nella fabbrica di lampadine Osram che produceva lampadine spia per aerei da guerra.

Rudolf descrive la sua Kapò (una tedesca in divisa, quindi non era una prigioniera) nella fabbrica come una donna cattiva e brutale.

Nell’aprile del 1945 la fabbrica fu bombardata e incendiata dagli Alleati. Assieme ad altre cinque compagne Rudolf scappò in un bosco vicino e qualche giorno dopo furono liberate.

Solo nell‘agosto del 1945 tornò a casa, dopo un viaggio di ritorno di ventotto giorni. Tanti anni dopo la sua liberazione incontrò in diverse occasioni alcune compagne di allora per scambiare i loro ricordi.

Ha svolto un’attività di testimone molto importante specialmente nei confronti degli stidenti. Ha vissuto fino alla morte, avvenuta nel 2012 all’età di 86 anni, a Trieste e ha un figlio e due figlie.
da WIKIPEDIA

Annunci