“Riflettere, capire e trasmettere” di Santina Gullotto

Digital Camera

foto scattata dall’autrice

Per cosa riflettere, se manca la motivazione, se nessuno ti ascolta e il vuoto invade ogni cosa; se non un barlume di semplice rispetto riesci a vedere in chi ti circonda, se l’amore che incondizionatamente hai dato, neanche in minima parte ti ritorna, se a nessuno importa del tuo dolore della tua solitudine che prima o poi ti devasterà rendendoti stanca, insofferente e delusa, per chi approfittando della tua bontà solo per tornaconto ti cerca.

Cosa c’è da capire, se non riesci a parlare con gli altri la stessa lingua, se nessuno si sforza di guardare e vedere lì nei tuoi occhi, l’immensa tristezza per la grande ingiustizia che ti tocca, senza aver fatto niente per meritarla. E guardi dentro te stessa per cercare di capire se sei tu a sbagliare o se invece non sei semplicemente riuscita a farti rispettare; troppa comprensione per gli altri riesce solo a farti calpestare, a farti trattare dagli altri come non dovresti mai permettere.

Che cosa vuoi trasmettere? Se a nessuno importa la tua opinione, se niente di quello che dici e che scrivi nessuno ascolta o leggerà mai; perlomeno non a chi tu vorresti importasse, non a chi vorresti interessasse la tua opinione, i tuoi sentimenti o qualsiasi tua emozione. Che cosa trasmetti? Se nessuno è pronto a recepire, il vuoto dei sentimenti che travolge il calore dell’amore più grande che si può immaginare, ed il peso del dolore più atroce che si può nella vita incontrare. A chi importa se vivi o se muori?  A chi importa? Se piangi o se ridi, se soffri e non riesci a sopportare l’ingiustizia e l’indifferenza di chi fa finta di non sentire e capire, quello che ti fa tanto soffrire o che vorresti dire?

Dio ci consola in ogni nostra afflizione:<<2 Corinzi, 1: 3, 4>>.

L’eterno è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto.(Salmo34:18).