“Artemisia e le altre” di Serena Donigaglia Digiacomo

Susanna_and_the_Elders_(1610),_Artemisia_Gentileschi

Artemisia Gentileschi e la sua forte accusa contro la violenza maschile;sulle
sue tele riecheggiano i soprusi da lei subìti e la sua sete di giustizia; un
omaggio a lei e alle tante donne che si sono battute per contrastare
l’ingiustizia e la prevaricazione.

Dove nascono, da dove traggono vita le
radici della civilta’ del rispetto per le donne ? Nella storia dell’umanita’
sono tanti gli esempi di eroine, sante, guerriere e donne comuni che si sono
battute e opposte ai soprusi ,che hanno combattuto il potere maschile e immolato
la loro stessa vita per scalfire la grande montagna dell’ingiustizia e della
prevaricazione.
Strati di donne ,secoli di storia che nascondono
violenze,stupri e tragici eventi mai narrati,non documentati e tanto meno
trascritti e concessi alla memoria. Leggendo i testi di storia scolastici si ha
l’impressione che l’esistenza fosse prettamente un concetto di genere maschile ;
azioni, progetti e opinioni,perlopiu’, da uomo a uomo.
Credo sia importante
ricordare un evento del Maggio 1611 :lo stupro della pittrice Artemisia
Gentileschi ad opera del suo maestro e amico di famiglia ,Agostino Tassi.
L’episodio e’ trascritto negli atti del processo dove sono riportate le varie
deposizioni tra cui quella di Artemisia. Al di la’ della violenza subìta,dello
scherno e del danno che questo processo le procuro’,benche’ vittima, fu
costretta alla tortura,tramite lo schiacciamento dei pollici e annullo’ le
accuse.
Diviene pertanto interessante guardare all’opera pittorica
conseguente a tale tragico evento, dove la violenza subita ,l’oltraggio e il
desiderio di rivalsa sono marcatamente evidenti .Artemisia compie una sorta di
transfert psicologico trasportando sulla tela la sua sete di vendetta,la sua
rabbia lucida e premeditata ;la sua accusa verso il mondo maschile prende vita.
In” Giuditta decapita Olofeme” e “Giaele e Sisara” risulta evidente l’azione di
violenza di cui l’uomo e’ o sara’ vittima ; chi lo giustiziera’ e’ una donna
impassibile, forte e lucida senza alcun coinvolgimento emotivo, i colori
squillanti e luminosi aumentano l’effetto di quanto sta accadendo dando al
contesto un sinistro senso di normalita’. In altre sue pitture l’artista ritorna
a denunciare ed affermare il suo sdegno verso l’universo maschile come in
“Susanna e i Vecchioni”dove i due uomini hanno sguardi lascivi ,compiaciuti e
morbosi, sporgendosi a guardare Susanna che a corpo nudo e in posizione di
difesa ,con il braccio alzato, sembra voler delimitare il loro sguardo e la loro
vicinanza .
Artemisia sublima sulle tele l’oltraggio e la violenza subìta
invitando il pubblico a riflettere sulla forza e la determinazione delle donne
nonche’ sull’effettiva possibilita’ di sovvertire un potere maschile che toglie
dignita’ e liberta’. Se pensiamo al tempo in cui l’artista vive ed opera
comprendiamo ancor piu’ la sua grandezza ,il suo eroismo e la sua forza; ancora
oggi la Gentileschi affascina studiosi e letterati che rimangono colpiti dalla
sua biografia ,dal suo lavoro d’artista e dagli aspetti psicologici contenuti
nelle sua pitture.
Donne coraggiose,che hanno combattuto con i mezzi piu’
disparati,sfidando stereotipi ,regole e ordini costituiti in periodi storici
dove il valore e la dignita’ per le donne non c’ era ,spesso trovando la morte
in difesa dei loro ideali. Come non ricordare a tale proposito Ipazia ,filosofa
e scienziata ,icona di laicita’ e simbolo di tolleranza!
Donne che si sono
battute per dare a noi ,oggi ,la possibilita’ di indignarci ,di avanzare in
prima linea e in prima persona per i nostri diritti. Olympe De Gouges fu la
pioniera dei diritti delle donne in una Parigi rivoluzionaria mentre negli
stessi anni Eleonora de Fonseca Pimentel fu patriota e rivoluzionaria durante i
moti della Repubblica partenopea.
Nomi di donne,testimonianze di vite
vissute per garantire un cammino di liberta’ e giustizia; i loro nomi andrebbero
letti o scritti,uno ad uno ,un lungo appello per non dimenticare il compito che
ognuna di noi deve sentire come proprio,come un passaggio di testimone e un
impegno personale … Anna Kuliscioff…Simone Weil…Cristina Trivulzio di
Belgioioso..Carla Lonzi…e tante altre nel mondo.

da http://www.noidonne.org/blog.php?ID=04978