Accadde…oggi: nel 1905 nasce Aurelia Gruber Benco

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Aurelia Gruber Benco (Trieste, 22 giugno 190515 settembre 1995) è stata un’intellettuale, politica e giornalista italiana.

Vita

Figlia del giornalista Silvio Benco, scrittore e critico letterario, e della scrittrice Delia de Zuccoli, iniziò a fare politica da giovanissima a Trieste negli anni del Liceo. Studiò a Perugia e Bologna all’Istituto di Agraria dove nel 1928 si laureò in Scienze agrarie. (Successivamente a Pisa si specializzerà in Bonifica). Nello stesso anno sposò Carlo Gruber, direttore del settore commercio estero dell’Azienda conserviera Arrigoni da cui ebbe due figlie, Anna e Marta.

Dal 1929 al 1936 lavorò alle dipendenze della Cattedra ambulante di Agricoltura di Trieste e di Venezia, poi nel 1937 si trasferì a Turriaco dove diresse due aziende per conto di proprietari triestini. Nel 1944 dette vita alla sezione locale del Partito socialista e lo rappresentò all’interno del Comitato di Liberazione Nazionale. Quando nel 1949 a pochi mesi di distanza morirono Silvio e Delia Benco, ritornò a Trieste e visse nelle residenza di famiglia a Opicina, poi nella casa di Duino. Nel 1952 venne eletta al Consiglio comunale di Trieste, sarà rieletta nel 1956 con Unità Popolare.

Intanto nel 1951 aveva rifondato la rivista Umana (la prima Umana di Silvio Benco era uscita nel 1918) che diresse fino al 1973, sulle pagine della quale scrisse di politica e cultura, pubblicò reportage e racconti e ospitò le voci più autorevoli della cultura della scienza e dell’economia della città e del Paese, facendola diventare un laboratorio di idee e una palestra di confronto; Umana le valse la qualifica di socio della Société Européenne de la Culture. Nel 1954 fu fra i fondatori del Teatro Stabile di prosa; dal 1958 al 1978 diresse la sezione Spettacolo del Circolo della Cultura e delle Arti; negli stessi anni sarà l’ispiratrice e la responsabile operativa degli incontri internazionali promossi dall’Università di Trieste e dal Principe di Torre Tasso.

Nel 1975 fu l’anima della protesta contro la Zona Franca Industriale sul Carso prevista del Trattato di Osimo che porterà nel 1976 alla nascita della Lista per Trieste. Nel 1978 venne eletta al Comune e al Consiglio regionale (qui rimarrà in carica solo fino ad aprile del 1979). Alle elezioni politiche del 1979 ottenne un seggio alla Camera dei Deputati. Fece parte del Gruppo misto e della Commissione Trasporti dell’VIII legislatura. Nel 1986 fu nominata presidente del Centro Unesco di Trieste.

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