“Senza diritto” (ancora inedito) di Santina Gullotto, prefazione dell’autrice

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Diritto: parola di molteplice significato. Parola che ha in se tutto e niente; che ti fa sentire prigioniero e libero, che ti da e ti toglie nello stesso tempo.
Non si può comprendere come …in una piccola parola si possa racchiudere un così grande potere, un così grande significato, non facilmente compreso nel suo vero senso, ne messo in pratica nel giusto modo, ma usato solo per situazioni di comodo e d’impegno che niente hanno a che vedere con la ragione, i sani principi e i sentimenti.
Il diritto dovrebbe essere concesso a qualsiasi essere umano e a qualsiasi forma di vita, con giustizia e uguaglianza, senza riserve con rispetto per ogni situazione e condizione.
Ogni giorno in ogni famiglia, in ogni società, in ogni stato e in tutto il mondo si consuma lo scempio del diritto calpestato, e ridotto solamente ad una parola senza senso, privata della sua essenza e del suo significato.
La legge degli uomini così come quella della natura, si suppone uguale per tutti, ci invita al dovere e al diritto; ma chiunque riesce a chiedere agli altri il dovere, senza equamente concedere il diritto.
Il diritto diventa così un atto egoistico che ci impedisce di vedere con chiarezza, dove finisce il nostro diritto e inizia quello degli altri.
Così all’infinito la storia si ripete, ci sono state e ci saranno persone che il proprio diritto non l’hanno mai avuto sin dalla nascita e non riusciranno ad afferrarlo mai lungo il cammino della vita, neanche lottando per esso e neanche quando lo abbiano rispettato nei confronti degli altri