“I brividi in gabbia” di Lady P, recensione di Bert D’Arragon

i brividi in gabbia

Leggendo il romanzo d’esordio di Lady P. è bene prepararsi a delle sorprese: è sì un racconto erotico ma, tanto per cominciare, i protagonisti non sono quei giovani semidei dalle performance sconvolgenti che oggi vanno per la maggiore. Nonostante questo il sesso c’è, anche tanto, raccontato con passione e senza falsa vergogna. Però c’è altro. Angela non scopre solo il sesso, scopre soprattutto se stessa e la sua capacità di essere viva e di ascoltare oltre alla ragione anche il cuore e il corpo. Poi, quando il lettore pensa di aver ormai inquadrato la storia, ecco il colpo di scena! Scopriamo una delle realtà più nascoste, dimenticate e dolorose del nostro paese: l’inumana situazione di chi vive in carcere e di chi è costretto a vedere il proprio amore, l’affetto e il sesso diviso, anzi squarciato, da muri – non solo quelli reali ma anche quelli imposti dalla famiglia, dagli amici, dalla società. Allora il racconto erotico era solo una finta? No, raccontando la realtà delle coppie con uno dei partner in carcere Lady P. non smette mai di raccontarci anche l’eros. Con rara maestria ci fa vedere che una sessualità matura, senza falsa vergogna, può diventare amore, affetto, impegno per il partner e vera unione che va al di là di ogni ostacolo, senza per questo perdere niente dell’erotismo e della sconvolgente forza del sesso nel suo vissuto sfrenato e liberatorio.

Una brava scrittrice e un bel libro che apre uno sguardo profondo su una realtà di vita che normalmente preferiamo ignorare e che, al contempo, fa capire che l’erotismo non è niente di cui vergognarsi, da nascondere o da sminuire perché ha la stessa dignità di ogni altro impulso umano: è un diritto, un valore, una forza da godere e da vivere appieno.

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