Comprendere significa prendere con sé – “L’amore autentico” di nuovo a Roma di Lidia Borghi

l'amore autentico

La seconda presentazione romana de L’amore autentico si è svolta sabato 4 ottobre 2014, nell’àmbito del III Forum dei Cristiani Omosessuali, l’importante occasione di incontro, confronto e crescita che, ogni due anni, vede riunite/i esponenti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali appartenenti ai gruppi di fede sparsi per tutta l’Italia.
La mia gratitudine, immensa, va alle persone che, in modo del tutto volontario, hanno speso ore ed ore della loro vita per organizzare e portare a termine il III FCOI e tutte le sue ricche attività, piene di ospiti che hanno offerto le rispettive testimonianze, atte a rinfocolare un dibattito, quello su fede ed omosessualità, che in molti ambienti rimane di nicchia – quando non un tabù che neppure può essere nominato – e, pertanto, difficile da tirar fuori.
Durante l’incontro in questione, le domande di Fabio Regis alla sottoscritta hanno teso a far conoscere alle donne ed agli uomini presenti in sala le motivazioni che mi hanno spinta, nel 2011, ad approfondire gli esiti della prima indagine italiana, a mia firma, riguardante i famigliari credenti di alcune persone LGBTQI (si tratta di una risorsa gratuita, sotto forma di eBook, che può essere scaricata dal portale gionata.org), nonché i pensieri più profondi delle due madri intervistate nel libro, Mila Banchi da Livorno e Ursula Rütter Barzaghi di Milano.
L’evento è stato strutturato in modo da dar voce, subito dopo la mia esposizione, ad un genitore AGeDO (Associazione Genitori ed amici Di Omosessuali), in rappresentanza del folto gruppetto di mamme e papà presenti in sala, ad una esponente di Rete Genitori Rainbow (RGR) – Alessandra – e ad un padre di Famiglie Arcobaleno – Dario  – ai quali è spettato il compito di raccontare le rispettive esperienze di vita: quella di una madre cattolica che si scopre lesbica nella sua famiglia etero e quella di un padre che decide, insieme al marito sposato in Canada, di mettere al mondo tre creature, ricorrendo alla maternità surrogata.
Che cosa davvero mi ha arricchita delle preziose testimonianze di quelle persone? Che cosa mi porterò dentro per il resto della mia vita, delle loro parole? La grande forza di volontà che le ha spinte a mettersi o rimettersi in gioco, la determinazione con la quale hanno scelto di rifiorire alla vita – come fa la natura ogni anno in primavera – l’esigenza di riappropriarsi dell’autenticità propria o delle proprie creature e, ultimo ma non perciò meno pressante, il bisogno di dire, di aprirsi al mondo, come fece Gesù Cristo.
E poi quella frase, che ancora mi frulla nel cervello, pronunciata da Alessandra – esponente di Rete Genitori Rainbow – durante il suo a tratti toccante intervento: “Ho parlato al mio parroco, avevo necessità di un rapporto autentico per me e per lui; perché la chiesa della strada è orizzontale e perché comprendere significa ‘prendere con sé.’”
Infine Dario, compagno di Andrea dagli anni dell’università e di lui marito dal 2009, oggi padre sereno: quando si rese conto di amare una persona del suo stesso sesso, si auto-escluse dalla fede e se la negò per tanto tempo, prima di comprendere che non si può essere fuori dall’ecclesia; poi giunse la grande voglia di paternità e, con essa, il ricorso alla GPA (Gestazione Per Altri); in Famiglie Arcobaleno Dario ha trovato tante madri e tanti padri che, come lui, ritengono l’esperienza della genitorialità per le persone omosessuali la più bella, seppur faticosa, in quanto con una o più creature da tirar su, fai un coming out costante, ogni giorno, in società.
Ci sono incontri che ti cambiano la vita e, per quanto mi riguarda, dalla conoscenza approfondita di Mila ed Ursula, durante quel caldo maggio del 2011, sto traendo un insegnamento costante, che mi spinge a rimettermi di continuo in discussione, ogni volta che conosco persone nuove che, come me, hanno intrapreso – e mai abbandoneranno – un cammino di crescita interiore arricchente a livello personale e spirituale. Ciò è accaduto anche a Roma ed accadrà sempre.

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