Accadde…oggi: nel 1926 nasce Angiola Maria Romanini

romanini

di Antonio Cadei

Storica dell’arte, nata a Legnano il 26 febbraio 1926. Dal 1972 è professore ordinario di Storia dell’arte medievale all’università di Roma ”La Sapienza”, dove per molti anni ha diretto l’istituto di Storia dell’arte e attualmente dirige la scuola di specializzazione in Storia dell’arte medievale e moderna. È socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, socio effettivo della Pontificia Accademia di Archeologia e Storia dell’arte e di varie altre accademie. Membro del consiglio scientifico del Centro di studi sull’Alto Medioevo di Spoleto, del Comité International d’Histoire de l’Art e della Commissione permanente per la tutela dei monumenti storici e artistici della Santa Sede e del Comitato internazionale per la salvaguardia della Torre di Pisa. È direttore dell’Enciclopedia dell’Arte Medievale e della rivista Arte Medievale.

Formatasi all’università di Pavia con E. Arslan e poi alla scuola di specializzazione di Roma con G. de Francovich e G.C. Argan, esordì con studi su A. e M. Piazza pittori di Lodi, ma spostò ben presto i propri interessi all’architettura e all’arte del tardomedioevo, con contributi sulla storia dell’architettura lombarda dal 13° al 15° secolo per la Storia di Milano Treccani degli Alfieri (1954-56) e sull’arte romanica per Verona e il suo territorio (1964). Nella monografia in due volumi sull’architettura gotica in Lombardia (1964), elemento significativo fu l’aver superato il concetto di storia architettonica come studio di evoluzioni formali entro prospettive regionali e interregionali, individuando il momento di snodo tra romanico e gotico lombardi in un fenomeno di ordine eminentemente storico: l’avvento dei Cistercensi, con un loro preciso programma edilizio. L’indagine dell’universo artistico cistercense è divenuta uno degli impegni precipui della R., che sotto altri profili ha riletto la storia formale dell’architettura medievale in rapporto a referenti storici e storico-istituzionali, come il comune lombardo, i Mendicanti, la cattedrale, la società signorile e borghese della Milano tardotrecentesca; a personaggi come Federico ii di Svevia o san Francesco; oppure alla portata rivoluzionaria di artisti come Giotto. Su Arnolfo di Cambio, scultore, ma anche architetto e pittore, si sono concentrati in particolare gli interessi della R., con una monografia (1969), preludio per una serie nutrita di saggi che ne hanno cambiato la fisionomia e il corpus comunemente ammessi: da segnalare l’attribuzione ad Arnolfo delle famose storie di Isacco ad Assisi, la revisione della questione dei monumenti funebri, l’accertamento della sua paternità per la statua bronzea di S. Pietro in Vaticano. Terzo principale filone degli studi della R. è l’arte fra età tardoantica ed età carolingia e l’irrompere di una linguistica radicalmente diversa rispetto all’eredità classica, che segna la nascita del Medioevo. In parallelo ai suoi studi, la R. ha svolto anche un’intensa promozione della disciplina, in particolare, specifico rapporto con l’attività di docente, animando numerosi e importanti convegni internazionali, o coordinando un gruppo di studiosi per una storia de L’arte medioevale in Italia (1988), manuale di livello universitario, per il quale ha scritto le introduzioni interpretative dei grandi periodi cronologici.

Opere principali: L’architettura gotica in Lombardia (2 voll., 1964); Arnolfo di Cambio e lo ‘stil novo’ del Gotico italiano (1969); Problemi di scultura e plastica altomedievale, in Atti della XVIII Settimana di Studi del Centro Italiano di Studi sull’alto Medioevo (1971); Le abbazie fondate da San Bernardo in Italia e l’architettura cistercense primitiva, in Studi su Bernardo da Chiaravalle nell’VIII centenario della canonizzazione (1975); Arnolfo e gli ‘Arnolfo’ apocrifi, in Roma anno 1300 (1983); La cattedrale gotica: il caso di Arnolfo a Santa Maria del Fiore, in Storia dell’arte italiana, xii (1983); La storia architettonica dell’abbazia delle Tre Fontane a Roma: la fondazione cistercense, in Mélanges à la mémoire du Père Anselme Dimier (1983); Gli occhi di Isacco. Naturalismo e curiosità scientifica tra Arnolfo di Cambio e Giotto, in Arte Medievale (1987); ”Reliquiae” e documenti: i luoghi del culto francescano nella basilica di Santa Maria degli Angeli presso Assisi, in La basilica di Santa Maria degli Angeli (1989); Nuovi dati sulla statua bronzea di San Pietro in Vaticano, in Arte Medievale (1990); Une statue romaine dans la Vierge de Braye, in Revue de l’Art (1994).

http://www.treccani.it/enciclopedia/angiola-maria-romanini_(Enciclopedia_Italiana)/

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