“Il buio e la luce” di Santina Gullotto, riflessioni di Adele Libero

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“Il buio e la luce” è il titolo della silloge poetica di Santina Gullotto, una silloge che, secondo me, è caratterizzata da tanta luce, anzi, da tanti raggi di sole.

Il primo raggio: il sole di una Sicilia ariosa e potente, tra mare e monti, tra vulcano e fiori e vegetazione che adorna balconi e campi. Un vulcano che a volte domina la vallata (in “Boati nella notte”, “Un cuore a metà”) incute paura coi suoi rombi notturni, ma che è ugualmente amatissimo perché pegno di vita.

Il secondo raggio, la poesia di Santina, una donna dolce, delicata, che vive appieno la sua vita difficile, senza scansarsi mai né dai dolori né dalla fatica, pronta alla donazione alla sua famiglia, alla natura, a vivere senza paure (“L’immensa forza della vita”).

Il terzo raggio, la fede in Dio, che non manca mai ed accompagna e consola ogni viaggio, ogni occasione dolorosa, riuscendo ad innalzare al Creatore anche il momento di afflizione (“L’amore e l’oblio”).

Una silloge che si legge comprendendo, verso dopo verso, l’anima bella di questa autrice che riesce a conquistare velocemente ogni cuore.