Equità di genere nella lingua, di Meghan Laakso, da me tradotto e rielaborato

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In questo tempo di sviluppo dell’umanità molti potrebbero pensare che la lotta per l’equità di genere sia cosa fatta e superata. Siamo nel 21esimo secolo e ancora quando si parla di diritti e uguaglianza le donne sono millenni indietro nello sviluppo.

Sin dall’inizio dei tempi le donne sono state appesantite da un soffitto di cristallo di ruoli di genere e di aspettative come gestire la casa, i figli e mantenere felice il marito. Col tempo questo soffitto si è incrinato con piccole esplosioni di progresso.

Agli inizi del 20esimo secolo le donne hanno combattuto per entrare nel mondo del lavoro e ottenere il suffragio così come ottenere il controllo dei propri corpi. Attiviste come Susan B. Anthony e Margaret Sanger hanno lottato per ottenere questi diritti. Oggi la lotta è ancora aperta; le donne meritano gli stessi diritti e le stesse opportunità che gli uomini hanno nella società moderna.

La lingua usata quotidianamente è ciò che continua a stabilire ed evolvere i ruoli di genere stereotipati che hanno sempre oppresso le donne. Questa lingua colpisce non solo le donne – il suo impatto sugli uomini è immenso e cruciale. Capire e mettere in pratica l’equità di genere nella lingua è vitale per lo sviluppo della società. Se il rispetto si mostra attraverso le parole, se i generi possono imparare a rispettarsi l’un l’altro e a usare una lingua gentile e benigna allora il conflitto tra i sessi diminuirà e l’uguaglianza prenderà il posto del disprezzo.

Sin da piccoli i bambini vengono incoraggiati a usare una lingua che degrada le donne; “solo le bambine piangono” e “corri come una bambina” sono due frasi onnipresenti che suggeriscono che essere una donna sia qualcosa di indesiderabile. Questi modi di dire fanno credere che le donne siano deboli e sensibili, tutte cose che gli uomini non sono.

Il marchio di igiene femminile “Brand” ha prodotto una pubblicità chiedendo a vari uomini di “correre come una ragazza”. Istantaneamente le loro azioni sono diventate quelle dello stereotipo femminile: preoccupate dei propri capelli e delle unghie, con le gambe in agitazione e le mani che si muovono nell’aria. Sono state richieste loro altre azioni: “vola come una donna” e “lancia come una donna”. Il loro comportamento è rimasto coerente. È stato chiesto poi alle donne di “correre come una donna”. Le donne hanno immediatamente iniziato a gonfiare le braccia, a correre velocemente sul luogo e a tentare il loro meglio. Quando è diventato un insulto fare qualcosa come una donna? Queste frasi “come una donna” s’infiltrano nelle menti delle donne a una giovane età e danneggiano la loro stima dicendo loro che non sono brave abbastanza e che sono subordinate agli uomini.

Questa lingua ha un impatto significativo sia sugli uomini che sulle donne perché insegna agli uomini che le donne non possono fare quello che gli uomini possono, insegna agli uomini a credere che le donne siano deboli e fragili, insegna agli uomini a non rispettare le donne. Ma insegna agli uomini anche a ignorare i propri sentimenti.

Nel 2014 Emma Watson ha tenuto un discorso alle Nazioni Unite a New York per promuovere la sua campagna “HeForShe” nel quale sottolinea che lei ha “visto molti uomini soffrire di malattie mentali e non erano in grado di chiedere aiuto per paura che ciò li facesse sentire meno machi”. Watson crede anche che quando gli uomini saranno liberi dagli imprigionanti stereotipi di genere “le cose cambieranno per le donne come conseguenza naturale. Se gli uomini non devono essere aggressivi per essere accettati le donne non saranno costrette a essere sottomesse. Se gli uomini non devono controllare le donne non dovranno essere controllate”.

Un altro problema con la lingua moderna della società è la sua qualità di “mascolinità” sfacciata. Questa lingua promuove una norma maschile che ha successo nel far sentire le donne invisibili e senza valore. Questa insensibilità è diventata così praticata nel parlare quotidiano che è stata riconosciuta come un modo accettabile di parlare.

Secondo la Stanford’s Feminist Philosophy of Language ci sono più parole contenenti implicazioni positive per gli uomini, le parole per le donne hanno automaticamente connotazioni negative. In aggiunta la maggioranza delle parole per le donne sono diventate sessualizzate in modo peggiorativo.

Molte femministe credono che la sessualizzazione delle parole per le donne sia un elemento cruciale se non la radice delle disuguaglianze tra donne e uomini. L’articolo “Achieving Equity Through Gender-Neutral Language” afferma che l’eliminazione di descrizioni fisiche gratuite sia un passo fondamentale nell’eliminazione della sessualizzazione delle donne. Sfortunatamente l’uguaglianza non è soltanto questo. Per ottenerla molte cose devono ancora andare al loro posto.

Con tutti gli ostacoli della lingua verso l’equità di genere ci sono piccoli miglioramenti che stanno incoraggiando a continuare la lotta. La crescente popolarità della lingua “gender neutral” va di pari passo con il progresso dell’equità di genere. Invece di dire “policeman” il termine giusto è “police officer” cosicché non viene evidenziato alcun genere e l’assunto immediato che sia un uomo viene messo in discussione perché ci sono altri generi da considerare.

L’adozione di un’equità di genere nella lingua è vitale per la coesistenza dei generi. Sviluppando un rispetto reciproco e desessualizzando la lingua quotidiana è altamente possibile che l’uguaglianza possa essere ottenuta in tutti gli aspetti della società. Spingendo via gli stereotipi di genere e le generalizzazioni viene rivelato l’umano/a dietro il genere. Tutto questo dà a ogni individuo l’opportunità di vivere liberamente nel proprio corpo e nel proprio mondo senza paura di oppressioni e molestie. Tutto questo è la chiave per rompere il soffitto di cristallo cosicché le donne possano camminare alla pari degli uomini e aprire la porta dell’uguaglianza senza che qualcuno la tenga aperta per loro.

http://www.phsoutlook.com/4409/opinions/gender-equity-in-language/

 

 

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