L’erotismo elegante e raffinato di Lady P, di Daniela Domenici

Lady P

Incipit: questo mio scritto sarebbe dovuto apparire, come mio primo contributo, in un portale a cui mi era stato chiesto di collaborare ma dato che, per vari motivi, la cosa non ha funzionato ho deciso di pubblicarlo qui nel mio sito che non avrà lo stesso milione di lettori nel mondo del suddetto ma che, nel suo piccolo, viene letto quotidianamente un po’ dovunque…eccolo…

Già scrivere di erotismo senza cadere nella volgarità, nel turpiloquio e nella pornografia è alquanto difficile, se poi a farlo è una donna allora la sfida si fa davvero interessante.

Lady P, pen name di una scrittrice di origine ligure ma da anni residente in Toscana, ha deciso di raccogliere questa sfida e ha pubblicato cinque opere che hanno come fil rouge, ognuna in modo diverso, l’erotismo: due sillogi poetiche “SolEros” e “PensiEROStupendo”, un romanzo “I brividi in gabbia”, una raccolta di ricette “Delizie e malizie” e un racconto lungo “BoccadiRosa”.

Vorrei parlarvi del più recente “BoccadiRosa” perché ci vuole un grande dose di coraggio mescolato a una sfrenata fantasia per immaginare di mettere insieme il grande Faber, la Liguria con i suoi colori, odori e sapori e l’eros con la E maiuscola; Lady P ne ha da vendere e infatti è riuscita a creare questo suo nuovo, piccolo gioiello che è un omaggio, come lei stessa scrive, a De Andrè e alla “loro” amatissima Liguria. Lady P si è magicamente trasformata in BoccadiRosa, la protagonista della più celebre composizione di Faber, e si racconta con naturalezza, spontaneità, senza pudori o freni inibitori, dal momento in cui arriva nel “paesino” ligure, dopo un viaggio avventuroso, dove ci sono “le commari” che “non brillano certo di simpatia” fino a quando, scortata dai carabinieri, è costretta a lasciarlo, scende alla stazione successiva e partecipa alla processione insieme al parroco. Straordinaria la perfetta simbiosi tra Lady P e Ylenia-BoccadiRosa che viene dall’isola greca di Pathmos, che ama fare l’amore per passione, non per noia o per dovere, e che per questo ha lasciato la sua isola ed è approdata casualmente in terra ligure della quale s’innamora perdutamente.

E ora vorrei dirvi due parole sullo splendido romanzo “I brividi in gabbia” che è un libro particolare, diverso dai soliti schemi. Erotico ma raffinato, sociale ma romantico, a tratti divertente e spesso persino drammatico… e passionale sempre; la protagonista è una donna non più giovane, ormai spenta e quasi rassegnata, che viene travolta da un incontro apparentemente banale e un flusso continuo di eventi e trasformazioni cambierà il corso della sua vita e persino, un poco alla volta, tutto il suo modo di essere. Ecco, il flusso, il flusso degli eventi e dei pensieri… appena ho iniziato a leggerlo mi è balzato agli occhi lo stile particolare della narrazione che conoscevo bene (grazie ai miei studi di letteratura inglese). E’ una tecnica stilistica, peculiare di Lady P, che ritengo vada sottolineata perché non è sempre facile da utilizzare: mi riferisco allo “stream of consciousness”, il flusso di coscienza che Woolf e Joyce hanno portato ai massimi livelli e che l’autrice, in questo suo romanzo, sa usare in un modo che sembra, ma solo apparentemente, naturale e casuale mentre a uno sguardo più attento si rivela consapevolmente studiato per descrivere il flusso dei pensieri della protagonista che sgorgano senza barriere o limiti spazio-temporali, quindi poco delimitabili dai canonici segni di interpunzione. L’altro elemento che mi preme mettere in evidenza, perché quasi introvabile nel campo della narrativa erotica sia maschile che femminile (di cui ho già accennato sia nel titolo che nell’incipit) è l’eleganza raffinata, mai banale né volgare, con cui Lady P riesce a descrive i momenti erotici che si unisce all’inusuale, e altrettanto rara, ricchezza e varietà linguistica. L’autrice riesce anche ad amalgamare, dosandolo con sapiente bravura, al tema “principale” della passione travolgente e ininterrotta tra Angela e Jonathan quello, imprevisto e doloroso (non ve lo anticipo), che la protagonista affronterà prima con goffo timore poi con caparbietà donchisciottesca perché “…finché i miei sensi sono vivi li manterrò tali, magari con un solo bacio o una parola, con i miei brividi in gabbia falciati dalle regole, ma non li ucciderò. Troppo hanno faticato a rinascere e non posso estirparli di nuovo, sarebbe davvero l’ultima vota e non me lo potrei perdonare, sarebbe ammazzare me stessa, né posso dar loro nuovi indirizzi sbriciolando una passione così intensa…”.

Concludo con qualche parola su “Delizie e malizie” che ha ancora a che fare con l’erotismo ma questa volta è stato da Lady magistralmente abbinato alla cucina; infatti il sottotitolo chiarisce che è “dedicato a tutte le Donne che vogliono sedurre senza essere chef”. Lei stessa ci spiega in poche parole quali siano gli ingredienti (per rimanere in tema…) di questa sua opera “…è un po’ uno zibaldone: ricette, filastrocche, consigli o per meglio dire mie personali opinioni sulla seduzione in cucina”. Per far questo Lady P ha inventato una creazione in rima (sia baciata (!) che alternata) per ogni ricetta (e sono davvero tante) e un’introduzione ad hoc, ognuna con un titolo ironico e perfetto, a tutti i capitoli che vanno dagli antipasti ai primi ai secondi di carne, a quelli di pesce; c’è anche un angolo per i/le vegetariani/e come la sottoscritta e non poteva mancare infine quello dei dolci. È superfluo ma mi fa piacere sottolinearlo ancora una volta che il leit motiv di tutta questa raccolta di ricette è l’erotismo raffinato, appetitoso, nuovo, che coinvolge tutti e cinque i sensi e che lascia libera la fantasia di immaginare sempre nuovi modi di sedurre il proprio amore…in cucina!

 

 

 

 

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