Pensiero del 21 agosto di Omraam Mikhaël Aïvanhov

omraam

« Tutti i giorni ci si presentano delle tentazioni. Essere tentati significa ricevere un influsso; e che cos’è un influsso? Una corrente che cerca di penetrare in noi, dunque una specie di nutrimento. Ci sono influssi buoni, ma ce ne sono anche di cattivi. Non sempre è possibile opporsi all’irruzione in noi di correnti negative, ma una volta che queste si sono introdotte in noi, dobbiamo sforzarci di trasformarle. Se soccombiamo, se ci lasciamo andare a un gesto di debolezza, il nostro tribunale interiore prende nota che non abbiamo saputo assimilare quelle sostanze, ed esse riappariranno, in un modo o nell’altro, sotto forma di disturbi psichici o anche fisici.
Se non li lasciamo entrare, non correremo il rischio di veder riemergere i cibi avvelenati; occorre dunque vigilare affinché non entrino. Tuttavia, dato che non sempre ciò è possibile, se dovesse accadere di aprire loro la strada, a quel punto ci si deve esercitare a trasformarli per renderli digeribili, assimilabili.  »

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