Quasi due persone (settembre 2011), di Diritti Umani

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“Allora..ti chiamo venerdì.. se lunedì quando vieni mi porti una felpa che la sera comicia a fare freschino…”

Ti sorrido stringendoti forte le mani

L’ora è finita,  volata come sempre  tra una parola e un desiderio strappato da quel bancone della sala colloqui e la guardia che ti intima di stare seduto e “non esagerare” nelle effusioni.

L’ultimo saluto appiccicato addosso e un bacio mandato con la mano nell’attesa che si aprano due diversi ed opposti portoni blindati… chi dei due si sentirà derubato vedendo ingoiare l’altro dalla porta, questa volta?

Un’altra attesa per ritirare i panni da lavare, gesti consueti dove occorre un oceano di pazienza per fare una minuscola ed ovvia faccenda.

Saluto ringrazio e muovo i passi sul selciato ..ora un’altra settimana da passare e ricomincia il conto alla rovescia.

Appena oltre la sbarra esterna immersa nei pensieri di sempre, cose da sbrigare la mia lotta che prosegue  persone da contattare ancora per tentare ciò che sembra un miraggio.

E una voce alle spalle.

“Signora…non vada via”

Mi volto verso la guardia… bhè che può essere successo in dieci minuti?

“ Attenda..tra una mezz’ora quaranta minuti suo marito esce per i domiciliari”

“… Scusi?..”

“Dalle carte risulta..che avevate chiesto i domiciliari  presso…una comunità…è arrivato ora il fax se può attendere…va anche lei su…”

Un casino dentro  e la voce da fuori di me che dice certo… attendo

Ma non ci sono chissà dov’è finito il sangue.

La porta si apre un milione di volte ariva il cellulare forse dovrò seguirli in macchina non conoscono la strada o dovrò salire là dentro ora però che succede magari arrivi e ti mettono in quella gabbietta ma poi che si fa ma è vero sto sognando o che altro.

Due sacchi neri nelle mani e due occhi infiniti che sequestrano i miei.

“Cosa…è successo mi vida?”

“.E’ successo… solamente che abbiamo vinto..credo…e poi non lo so…”

L’abbraccio è immediato ma si ritrae in uno stupore quasi violento.

“Ci stiamo… abbracciando… per intero, lo sai?”

“Si… già..ma è… vero davvero?”

“Cosa..dobbiamo fare… adesso?”

“Ci sono… le telecamere… attenzione”

Sorrido

“Bhè, credo che… in questo momento.comprenderanno persino le telecamere… ma ora…dove sono cioè… che devo fare”

Guardo il portone in attesa di guardie.

“Mi hanno detto… che mi puoi accompagnare tu..siamo …soli… per la via più breve e senza indugi”

“Cioè… niente manette niente guardie saliamo in macchina io e te… stai scherzando?”

Tiri fuori la carta “….con mezzi propri, per la via più breve e senza indugi”

Oddio………..

Un caffè al bar più vicino…sembriamo quasi due persone.

“Non dobbiamo… sbagliare nulla”

I sacchi neri nel portabagagli tremando forte, sei seduto al mio fianco dopo milioni di vite, nuvole nel cervello e assenza totale di pensieri.

Le cinture… se ci fermano dobbiamo… essere perfetti, la tua mano su di me senza nessuno che dica non si può

Ingessati di stupore di ansia di incredulità di desiderio di sughero espanso nella mente forse stiamo sognando non è possibile siamo… fuori di lì.

qualcuno sta guidando al posto mio.. sicuramente..

Fino a quel cancello che si apre..”volete un caffè ?”

e a quel giardino con le sedie seduti accanto … quasi come due persone.

Ore di parole di baci di contatti sepolti da macigni… un prato davanti a quella casa e due sedie di plastica., due troni per due improvvisati re, l’olfatto che assorbe che ingoia  i profumi di qualunque cosa vivente.

Devo andare, ma questa volta ti lascio in un prato senza sbarre né blindi da chiudere quando si fa sera

“La posso.. accompagnare al cancello?”

Un sorriso quasi stupito” certamente”

Domattina ti sveglierai senza sbarre a falciarti i respiri., e questo  pensiero è una felicità così grande da provocare quasi dolore in mezzo al petto.

Guidando in discesa sulla strada di mille ricordi di lotte che sembravano solo follia  il primo vagito dela mente: non arrendetevi mai.. MAI…ci sono ore che ripagano anni, e l’unica ulteriore fatica sarà centellinarle per non ubriacarsi …e per riuscire a credere che sia tutto vero.

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