La gatta Arcibalda e altre storie, di Adriana Zarri, recensione di Daniela Domenii

tra pochi giorni saranno 6 anni che Adriana ci ha lasciato; per ricordarla pubblico questa mia recensione a un suo libro

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Sono diventata vegetariana da qualche mese ma già prima condividevo avevo, e ho, un
rispetto profondo e viscerale per tutto il Creato in tutte le sue forme, regno
vegetale e animale in primis. E’ un rispetto che niente a che fare con la fede
professata, è una forma “elevata di ecologia, che è anche un’apertura a quella
grande patria che è il mondo e che comincia dalle persone (e dagli animali) che
sono accanto a noi”: queste parole sono tratte dalla seconda di copertina di “La
gatta Arcibalda e altre storie” pubblicato dalla Graphe.it edizioni che
raccoglie gli articoli “animalisti” che Adriana Zarri ha pubblicato sulla
rivista “Rocca” dal 1984 fino al giorno prima di morire nel novembre 2010.

Qualche parola su Adriana per chi non avesse avuto l’onore, come la sottoscritta, di
conoscerla: Adriana è stata una “poetessa orante, donna libera, eremita
comunicante”, una delle voci più libere e profonde del nostro tempo; è stata
una giornalista e una scrittrice che dal 1975 aveva abbracciato lo stile di
vita eremitico (che ho condiviso per qualche giorno tanti anni fa) per un più
stretto contatto con Dio e con la natura.

Sono 20 brevi raccontini in cui Adriana condivide con gli animali le sofferenze come
quella del leone costretto nella gabbia e ammaestrato o il toro ucciso nella
corrida per far divertire o il cappone ucciso per l’ingordigia umana; ma anche
i loro sentimenti di amore verso l’essere umano di cui Adriana è convinta
osservando quotidianamente i suoi tre amatissimi gatti che lei preferisce ai
cani e spiega il motivo di questa preferenza in più di un racconto.

Alla fine della raccolta la commovente e splendida epigrafe, scritta da lei stessa e
letta da mons. Bettazzi, suo carissimo amico e vescovo di Ivrea, al suo
funerale; si intitola “Con ali di uccelli” e, vi confesso, mi ci sono ispirata
pedissequamente nello scrivere la mia.

Perfetta conclusione di questo libro la postfazione di Natale Fioretto intitolata “La
coda di Arcibalda – brevi considerazioni sul rapporto di Adriana Zarri con gli
animali” e, ciliegina sulla torta di questo delizioso libro-cameo, il “bestiario”
ma non vi diciamo cos’è, scopritelo voi stessi leggendolo.

https://www.amazon.it/mia-amica-Adriana-Daniela-Domenici/dp/8892631586/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1478418946&sr=1-2&keywords=la+mia+amica+adriana

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