Accadde…oggi: nel 1900 nasce Bice Lazzari

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Bice Lazzari nasce il 15 novembre 1900 a Venezia e studia al Conservatorio e all’Accademia di Belle Arti. Fin dalla giovane età dimostra un singolare estro creativo e una spiccata originalità nei suoi lavori che escono dalla classicità dell’accademismo e, dal 1925 al 1932 già si trova a partecipare alle mostre della Fondazione Bevilacqua La Masa con dipinti di carattere figurativo, paesaggi e ritratti. Contemporaneamente svolge una ricerca assai personale nell’ambito della decorazione su tessuti che la porta a sperimentare un precoce linguaggio astratto documentato dalla partecipazione del 1931 alla Bevilacqua La Masa e del 1934 alla sezione arti decorative della Biennale. Frequenta il vivace ambiente veneziano di quegli anni: nel suo studio di fondamenta Rezzonico passano intellettuali come Carlo Izzo e Aldo Camerino, fotografi come Ferruccio Leiss, mentre ferve il dibattito con protagonisti come Mario De Luigi e Carlo Scarpa (quest’ultimo sposa nel 1935 Nini Lazzari, sorella di Bice).

Nel 1935 si trasferisce a Roma dove rimarrà fino alla morte e dove, fino alla fine degli anni ’40, realizza opere decorative, anche di grandi dimensioni: pannelli per le Triennali, per la Mostra dell’educazione Nazionale e per committenti privati. Nel 1942 sposa l’architetto veneziano Diego Rosa. Nel 1949 esegue il pavimento a mosaico al Cinema Fiammetta e l’anno dopo ottiene il premio alla Biennale di Venezia con un mosaico – La vanità – eseguito da Gino Novello e confluito nella collezione del Museo di Ca’ Pesaro.
Dopo una prima personale a Roma presso la Galleria La Cassapanca (1951), il lavoro per le arti applicate è affiancato da periodiche verifiche pubbliche dell’attività pittorica, in personali (alla Galleria Schneider nel 1954) e in grandi mostre: la Quadriennale di Roma, le mostre dell’Art Club, il Premio Michetti.

Negli anni ’50 matura la prima personale interpretazione dell’informale, con gli esiti liricamente sofferti delle “Situazioni” e dei “Racconti”. In seguito, la trama geometrica cede il passo alle esigenze espressive della materia e del colore, come documentano le personali di Messina, di Bologna e di Venezia nei primi anni sessanta. Dal 1964 al 1978 (quando dovrà rallentare l’attività per una malattia agli occhi) l’artista lavora a un nuovo ciclo di opere ispirate a un “ritorno all’ordine”: prevalgono linee, intrecci e sequenze in analogia con situazioni di tipo musicale. Nel 1979 subisce due interventi agli occhi ma continua l’attività espositiva, ormai relativa alla storicizzazione della sua esperienza. Muore a Roma il 13 novembre 1981.Opere di Bice Lazzari sono presenti nei principali musei italiani e nelle collezioni private più prestigiose.

Dettaglio

https://it.wikipedia.org/wiki/Bice_Lazzari

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