Accadde…oggi: nel 1908 nasce Maria Signorelli, di Giuseppina Volpicelli

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Artista tra le più rappresentative del Teatro di Figura del ‘900, Maria Signorelli, nata a Roma il 17 novembre del 1908, raccolse fin dall’infanzia le molte suggestioni che le vennero dall’ambiente familiare e dal “salotto” che suo padre, Angelo, e la madre, Giga Resnevic, appassionata di teatro e biografa della Duse, tennero per anni nella loro casa. Dopo il liceo si iscrìve all’Accademia di Belle Arti di Roma al corso di scenografia del Teatro Reale, diretto da Nicola Benois.

A vent’anni crea i primi fantocci, sculture morbide, nate da molteplici suggestioni, dal Manifesto tecnico della scultura futurista di Boccioni al Manifesto del tattilismo di Marinetti, ma anche dai manichini metafisici di De Chirico, dalle marionette di Depero, Klee o Alexandra Exter. Questi furono esposti per la prima volta nel 1929 alla Casa d’Arte Bragaglia.

Ad una successiva mostra alla Galleria Zak di Parigi, presentata da De Chirico, seguì un lungo soggiorno a Berlino con una nuova mostra alla Galleria Gurlitt.

Tornata in Italia, iniziò a collaborare come scenografa con Anton Giulio Bragaglia al Teatro degli Indipendenti e poi al Teatro delle Arti di Roma. Nel 1934 ideò assieme a Carle Rende il Pluriscenio M, un progetto di teatro dove l’azione poteva svolgersi in contemporanea su sette palcoscenici, molto apprezzato da Bragaglia e lodato da Marinetti.

Nel 1937, per La boîte à joujoux su richiesta della cantante Maria Amstad, crea, per la prima volta, delle marionette che agiranno sul palcoscenico. Nel 1939 sposa il pedagogista Luigi Volpicelli e, pur continuando una intensa attività di scenografa, nel 1947 fonda la compagnia L’Opera dei Burattini.

Collaborano attori, pittori, scenografi, compositori, registi (da Lina Job Wertmuller, Gabriele Ferzetti ad Enrico Prampolini, Ruggero Savinio e Toti Scialoja ad Ennio Porrino e Roman Vlad a Margherita Wallmann e Giuseppe De Martino). Prende vita un repertorio con messinscene di grande poesia come Re cervo (Gozzi). La favola del pesciolino d’oro (Puskin) L’Usignolo e la rosa (Wilde), La tempesta (Shakespeare), Faust (Bonneschk), l’Inferno di Dante, La Rivoluzione Francese (Ceronetti), Antigone (Brecht)… Il suo particolare virtuosismo nel concepire burattini-ballerini rese celebri i balletti, come Cenerentola (Prokof’ev), El Retablo de Maese Pedro (De Falla) e La boîte à joujoux (Debussy).

All’intensa produzione (159 spettacoli), alle centinaia di burattini creati con soluzioni geniali e nel contempo semplici e raffinate, affianca un notevole impegno didattico: insegna dal 1972 nel corso di teatro di animazione appositamente istituito per lei al DAMS di Bologna, crea trasmissioni radiofoniche (Moto perpetuo, Giochiamo al teatro…) e televisive (come Serata di gala, Piccolo mondo magico, Pomeriggio all’Opera), lavora a conferenze e articoli su periodici e riviste, scrive libri, tra tutti Il gioco del burattinaio. Con la sua importante collezione (migliaia di pezzi dal ‘700 al ‘900) cura l’allestimento di un gran numero di mostre in Italia ed all’estero sul Teatro di Figura.

Membro del Consiglio Mondiale dell’UNIMA, la Signorelli ha fondato l’UNIMA Italia (1980), di cui è stata a lungo Presidentessa onoraria. Si spegne a Roma il 9 luglio 1992.

http://www.ilcantastorie.info/primopiano.signorelli.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Signorelli

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